Aumentano i ricoveri per covid. L’Ulss 1: «Sarà un Natale faticoso»

Aumentano i ricoveri per covid. L’Ulss 1: «Sarà un Natale faticoso»

«Certo speravamo in un Natale diverso. Ma ce la stiamo mettendo tutta per ridurre l’impatto del virus». Il direttore generale dell’Ulss 1, Maria Grazia Carraro, non si abbatte. Ma ammette che la situazione della sanità bellunese è «faticosa». Medici, infermieri e operatori sono di nuovo in prima linea, per fronteggiare covid – 19, che è tornato ad alzare la testa. Gli effetti dell’aumento dei contagi, iniziato circa un mese fa, cominciano a vedersi: negli ultimi giorni sono aumentati velocemente i ricoveri di pazienti covid – positivi. Attualmente sono 41, distribuiti tra Feltre e Belluno: di questi, 4 sono in terapia intensiva e 30 in area non critica.

Questa mattina il direttore dell’Ulss, assieme al primario di Pneumologia del San Martino di Belluno, Rodolfo Muzzolon e al pediatra Gianpaolo Risdonne ha fatto il punto della situazione. Che rispetto a 12 mesi fa è nettamente migliore: basti pensare che nello stesso periodo del 2020 i ricoverati in area non critica erano oltre 150. E si viaggiava al ritmo di circa 250 nuovi casi positivi al giorno. «Indubbiamente i vaccini funzionano – spiega la dg – anche perché dobbiamo tenere conto del fatto che l’anno scorso c’erano molte limitazioni in più per evitare la circolazione del virus. Ma ora, oltre che curare i malati in ospedale, siamo impegnati sul fronte vaccinale, su quello scolastico e nel mantenere attivi i vari servizi. Ed il personale è sempre quello. Per cui si fa fatica».

Carraro si appella, quindi, per l’ennesima volta, ai bellunesi. «Vaccinatevi, se non altro per non ridurre le possibilità di cura a chi necessita dei reparti ospedalieri». Sì, perché ogni posto per un malato covid significa uno in meno per un paziente “normale”. La Pneumologia di Belluno, ad esempio, da tempo è reparto covid ed ogni altro ricovero è sospeso.

Che il vaccino funzioni lo conferma anche Muzzolon. Ma allora perché, con quasi l’85% di bellunesi vaccinati con due dosi, i ricoveri aumentano? «Al momento – spiega il primario di Pneumologia – trattiamo principalmente due tipi di pazienti. Quelli più anziani, vaccinati già a marzo – aprile, per il quale l’efficacia del vaccino è calata, in assenza di terza dose. Ma questi pazienti, in ogni caso, sviluppano sintomatologie più leggere. Poi parliamo pur sempre di persone anziane, molte con altri problemi. Per il resto sono ricoverati adulti non vaccinati, dai 45 ai 70 anni. Sono i pazienti spesso più problematici».

Certo, spiega Muzzolon, ora molte cose sono più chiare e i protocolli di cura più specifici. «Ma non abbiamo ancora capito perché questo virus abbia effetti così diversi su persone apparentemente con le stesse caratteristiche. Sicché resta valido il detto che prevenire è sempre meglio che curare. Quindi vaccinatevi». Anche perché, spiega il primario, gli effetti del long covid sono pesanti. «Non tanto dal punto di vista della funzionalità polmonare, quella nel giro di qualche mese torna normale. Ma restano strascichi a livello neurologico (ad esempio parestesie agli arti) e psicologici, con stati d’ansia, insonnia, soprattutto in chi ha vissuto la Terapia intensiva».

La campagna vaccinale, per fortuna, avanza a buon ritmo. E da giovedì si cominceranno a vaccinare anche i bambini tra i 5 e gli 11 anni. Sono già oltre 130 le prenotazioni fatte attraverso il portale regionale. «E altrettante, spiega Risdonne – sono le telefonate già ricevute dai 19 pediatri di libera scelta (su 19) che hanno aderito alla campagna».

«Nei bambini si sottovaluta la valenza dei vaccini, invece il covid non è una malattia banale neppure per loro», continua il pediatra – senza contare gli effetti del long covid. Non sappiamo ancora quali conseguenze la malattia potrà avere tra dieci o vent’anni su chi l’ha fatta in età infantile; mentre sappiamo che il vaccino non farà danni perché conosciamo com’è fatto. Le miocarditi, che tanto preoccupano, guariscono spontaneamente e accadono molto raramente: 50 casi su un milione di bambini vaccinati».

Risdonne però non si scaglia contro chi teme per la salute dei suoi figli. «Non parliamo di no vax, perché abbiamo a che fare con genitori coscienziosi, che magari hanno fatto tutte le vaccinazioni ai figli, anche quelle non obbligatorie. Ma hanno paura per il vaccino anti covid, anche a causa, probabilmente, di una campagna mediatica errata. Per questo dico “parlate con il vostro pediatra di fiducia, vi saprà dare tutte le informazioni necessarie».

Nella parte meridionale della provincia le vaccinazioni ai bambini 5-11 potranno essere fatte anche nel centro vaccinale di Sedico (per ora il 16, 20,22, 27 e 29 dicembre, dalle 9 alle 11.30) e si sta lavorando per aprirne uno anche a Feltre. Nell’ex distretto 1, invece, i pediatri vaccineranno direttamente in ambulatorio.

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