Terrà banco fino al 2026. Perché il bob a Cortina divide. Da una parte chi lo vede come riqualificazione della pista esistente e un modo per valorizzare un impianto oltre che una tradizione sportiva. Dall’altra chi assolutamente non vuol neanche sentirne parlare. Tra questi, Europa Verde, che parteciperà domani (24 ottobre) alla marcia “Non nel mio nome”, indetta da un nutrito gruppo di associazioni ambientaliste.
«La montagna merita rispetto, non può essere devastata da progetti faraonici discutibili e non necessari, vedi la famosa pista da bob da 60 milioni che la Regione Veneto vorrebbe sfoggiare in vista delle Olimpiadi» attacca Cristina Guarda, consigliera regionale di Europa Verde. «Mai si è visto la Regione di Zaia spendere così tanti fondi per la montagna veneta e le sue reali problematiche: spopolamento, emergenza boschi o almeno per rendere più accessibili servizi essenziali, sanitari e sociali. Per una volta vorrei fossero investiti fondi e risorse in progetti realmente utili alla montagna e a chi ci abita, piuttosto che per opere spot».





