Il quadro pandemico è delicato. Lo dice il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno. Ma lo dicono soprattutto i numeri.
«Nella prima ondata – spiega il direttore – la punta massima delle positività ha raggiunto quota 724, oggi siamo a oltre 5mila persone positive. In isolamento, invece, c’erano 1.392, adesso sono 6.500. Per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva, siamo passati da un massimo di 10 nella scorsa primavera ai 15 di fine novembre, mentre in area non critica i pazienti erano 94. E nella seconda ondata sono saliti a 140, cui vanno aggiunti i 60 negli ospedali di comunità».
Cifre che inducono a riflettere, ma che risentono del notevole incremento dei tamponi: «In aprile ne facevamo 3, 400 al giorno, ora abbiamo una media giornaliera 1.100 tamponi molecolari e 1.300 antigenici ogni 24 ore».
Le strutture ospedaliere sono sotto pressione: «Questo virus – conclude Rasi Caldogno – ci sta mettendo a dura prova. Viviamo giorni impegnativi, che non hanno precedenti. E, di fronte a una situazione così eccezionale, non possiamo che rivolgere un appello accorato a mantenere una grande cautela e ad adottare ogni precauzione possibile. Eppure per alcune persone sembra che l’emergenza sia già archiviata e non ci riguardi più. Non è vero. Siamo davanti a un virus particolarmente insidioso».





