Difficile trovare un presepe più piccolo. Difficile anche individuarlo, nei ghirigori dello stile bizantino in cui è incastonato. Eppure, nella croce cinquecentesca autentico gioiello del Museo diocesano, c’è proprio una Natività. È grande 3 centimetri e mezzo. E unisce in una sola scena la nascita e l’Epifania, come ancora usa fare la chiesa ortodossa. Quindi, oltre ai pastori ci sono i re Magi.
Ma il simbolismo tipico di metà Cinquecento (epoca in cui è stata realizzata la croce) è molto più ricco, come spiega il direttore del Museo diocesano, don Giacomo Mazzorana. Il primo simbolo che si vede è la stella cometa. O meglio, un sole i cui raggi scendono fino a terra, quasi a unire il bambino e il cielo. È la luce di cui parla il vangelo di Giovanni: «Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo».
Poi si vedono distintamente gli angeli e la Madonna che accoglie i re Magi. La mano dell’autore, nel 1542, è stata particolarmente felice. L’opera si trova nel Museo diocesano a Feltre dove fino al 6 gennaio è in corso l’iniziativa “Il presepe e i doni segreti”: le famiglie che visiteranno le collezioni potranno portare a casa uno dei piccoli pacchetti posizionati accanto al presepe.






