Un mese alla tappa bellunese del Giro: «Partiamo dalla sicurezza»

Un mese alla tappa bellunese del Giro: «Partiamo dalla sicurezza»

Ancora un mesetto e poi il Giro d’Italia partirà da Belluno: direzione? Marmolada con San Pellegrino e Fedaia che renderanno speciale il 28 maggio. 

Ma in realtà, nel capoluogo, si respira già aria di Giro. Anche grazie al compianto Michele Scarponi, vittima della strada. In la sala Bianchi ha ospitato il fratello Marco, promotore della Fondazione Michele Scarponi che con la sua attività vuole ricordare che la strada è di tutti, ciclisti, e automobilisti. E una maggiore educazione eviterebbe moltissime morti ogni giorno. Con lui al tavolo dei relatori di una serata dedicata alla presentazione del libro “Caro Michele, una vita alla Scarponi”, anche l’ex ct della Nazionale Davide Cassani e l’ex professionista e compagno di squadra Davide Malacarne. Moderava il giornalista sportivo Ilario Tancon.

In apertura un video con alcune immagini simpatiche di Michele, l’ultima sua vittoria al Tour of des Alps e il suo “piede a terra” sul colle dell’Agnello per aspettare il suo capitano Vincenzo Nibali che rischiava di perdere il Giro. Immagini che sono state lo spunto per riflettere sul tema della sicurezza stradale perché proprio quel “piede a terra” simbolo di rispetto, educazione, valori, di sportività è diventato anche il logo della Fondazione a lui intitolata che cerca di portare avanti una campagna di promozione della sicurezza e di consapevolezza che siamo in tanti sulla strada e che è necessaria più attenzione e rispetto degli altri. 

Michele morì investito da un furgone 5 anni fa. «Da quel giorno ho aperto gli occhi su una realtà di cui uno non si rende conto finché non ti  tocca sulla pelle  – ha detto Marco – ho trasformato la tragedia della mia famiglia in missione, adesso le vedo tutte, vedo come viene fatta male la comunicazione per aiutare la gente a capire e prevenire, come sono usate male le immagini e come viene distrutta una vita perché guidiamo con il cellulare, perché si va veloci, si è distratti. Non c’è una pianificazione per risolvere un problema che è la principale causa di morte nei giovani tra i 18 e i 30 anni. E muoiono i ciclisti che pedalano da soli in strada, non in gruppo». 

Il prossimo appuntamento del calendario di eventi collegati alla tappa è sabato 7 maggio dalle ore 15 con “Pedalare in Sicurezza”, in piazza Duomo: una lezione di educazione stradale in bicicletta dedicata ai bambini delle scuole elementari a cura della Polizia Locale di Belluno.

È stato invece anticipato a venerdì 20 maggio, ore 20.30, “Un Giro in punta di penna”, il viaggio tra le firme che hanno raccontato il Giro d’Italia con un omaggio a Dino Buzzati. Con Marco Pastonesi.

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