Numeri in crescita per l’attività dell’Ulss 1 Dolomiti nel corso dell’anno appena salutato: il 2025 ha infatti visto il segno “più” in tutti i campi di operatività dell’azienda sanitaria locale. Un anno che, alla sua conclusione, ha visto anche l’arrivo delle valutazioni dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali – AGENAS relativi al 2024: a livello nazionale, tra le aziende sanitarie sotto i 250mila abitanti, quella bellunese si è piazzata al terzo posto negli ambiti della prevenzione e dell’assistenza ospedaliera, fermandosi appena fuori dal podio nelle classifiche per assistenza distrettuale, sostenibilità economica e investimenti. Terzo posto – sempre in riferimento al 2024 – anche nelle valutazioni della Regione Veneto in tutto il sistema sanitario regionale (aziende sanitarie, università, Azienda Zero,…); sul primo gradino del podio lo IOV, seguito dall’Ulss 4 Veneto Orientale e – con 91,61 punti su 100 – l’Ulss 1 Dolomiti.
I dati della sanità
Partiamo dai numeri: oltre 44.400 chiamate al 118, +1,4% rispetto al 2024, con i picchi nei mesi di grande afflusso turistico di gennaio e agosto; quasi 21mila missioni di soccorso tra mezzi (+ 5,2%) ed elisoccorso (+7,6%); stabili gli accessi ai pronto soccorso, che sfiorano quota 105mila, mentre sono in lieve crescita (+1%) i ricoveri, poco meno di 24mila. Più di 11.700 gli interventi chirurgici (+1%) e decisa crescita (+15%) di quelli ambulatoriali.
Nel Bellunese che ha fatto registrare il primo bambino nato in Veneto nel 2026 (alle 00.10 di Capodanno a Feltre è nato il piccolo Daniel), la denatalità resta un fattore importante: 1180 i nati nel 2025 (717 a Feltre e 463 a Belluno), -4,6% rispetto all’anno precedente. Magra consolazione è il fatto che il calo sia inferiore a quello segnato a livello nazionale, che si attesta attorno al -6,3%.
Numeri significativi, resi ancora più chiari dallo schema preparato dall’azienda sanitaria che illustra le attività svolte ogni giorno in media nel 2025.

Le liste d’attesa e il personale
Importanti e positivi anche i risultati ottenuti sul fronte della riduzione delle liste d’attesa, che per le priorità B – ossia quelle prestazioni da effettuare entro 10 giorni – sono fisse a quota “zero”; le priorità D – “differita”, ossia entro 30 giorni – sono calate dalle 631 di inizio 2025 alle 166 di Capodanno 2026 (-73,7%), mentre quelle P – “programmata”, entro 90 giorni – nello stesso periodo sono scese da 631 a 275 (-56,4%).
Situazione ottenuta – ha sottolineato il commissario dell’Ulss 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben – grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Padova e con le altre Ulss del Veneto, ma anche con prestazioni aggiuntive e con appuntamenti anche in orario festivo e serale.

Un aiuto lo ha dato anche la crescita del personale, che ad oggi conta 3593 dipendenti, + 37 rispetto al 2024: crescono i medici (426, 28 in più rispetto all’anno prima; il “picco” si era raggiunto nel periodo pre-Covid con 433 medici, poi il continuo calo fino alla ripresa dell’ultimo biennio) e gli amministrativi (304, + 17 in un anno). In leggero calo il numero di infermieri, 1434, 12 in meno rispetto al 2024; su questo fronte si guarda con fiducia al bando di Azienda Zero che si chiuderà il prossimo 15 gennaio e che porterà all’assunzione in Veneto di 916 infermieri.
Oltre 30 milioni di euro di investimenti
C’è poi il bilancio economico, che ha visto investimenti per oltre 30 milioni di euro: a farla da padroni, gli investimenti in edilizia (grazie anche ai 6,8 milioni del PNRR), ma non sono mancati l’aggiornamento delle attrezzature sanitarie, i miglioramenti dei sistemi informatici e l’acquisto di mezzi e di arredi. Tra gli interventi più significativi, la realizzazione delle Case di Comunità di Belluno, Feltre, Agordo e Pieve di Cadore, la riqualificazione della cabine di trasformazione di media e bassa tensione all’ospedale di Belluno (un intervento meno “visibile” ma importante per la struttura ospedaliera e dal costo di ben 6,4 milioni di euro) e la realizzazione della nuova sala ibrida e di emodinamica sempre al “San Martino”, nel capoluogo.
Sono poi in corso i lavori antisismici all’ospedale di Belluno (un cantiere da 45 milioni di euro), mentre al Santa Maria del Prato di Feltre sono stati aggiudicati i lavori di miglioramento sismico, adeguamento antincendio, riqualificazione energetica (32 milioni di euro) e per la realizzazione della Piastra Endoscopica (2,5 milioni grazie anche al Fondo dei Comuni Confinanti). A Lamon, invece, si completerà il centro di riabilitazione con la riqualificazione dell’area di parcheggio e della strada di accesso, oltre alla valorizzazione di Colle San Pietro a uso riabilitativo (1,9 milioni di euro totali).

Prossimo obbiettivo: Olimpiadi
Nel mirino dell’azienda sanitaria ora ci sono i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026: dal commissario Dal Ben una rassicurazione, «non ci sarà nessuna riduzione dei servizi per la comunità. Il momento olimpico non ci fa certo dimenticare il nostro compito di dare attenzione e risposte alle necessità dei bellunesi».
A rafforzare questa tesi, Dal Ben ha presentato anche i numeri delle gare d’appalto degli ultimi due anni: tra apparecchiature, arredi, informatica e veicoli erano state 66 nel 2024; sono aumentate nello scorso anno, arrivando a quota 84, ma di queste solo 22 erano indirizzate alle Olimpiadi, mantenendo così in linea con l’anno precedente quelle dedicate all’attività “tradizionale” (62).
L’Ulss 1 Dolomiti ha già avviato nei mesi scorsi il percorso di avvicinamento all’appuntamento olimpico anche con i test della macchina dei soccorsi in occasione della tappa d’apertura della Coppa del Mondo di Bob e Skeleton 2025/26 a novembre 2025. I Giochi la vedranno poi impegnata nei servizi di assistenza sanitaria, nella gestione al Villaggio Olimpico (dove troveranno spazi ambulatori, dentisti e una farmacia) e al policlinico olimpico, che troverà spazio al Codivilla di Cortina d’Ampezzo. Belluno – insieme a Treviso e Verona – ospiterà anche l’ospedale olimpico.






