«Torniamo a casa nostra»: la soddisfazione è tutta nelle parole del primario del Centro riabilitativo dell’ospedale di Lamon, il dottor Massimo Ballotta. Dopo due anni e mezzo di lavori e il trasferimento ad ottobre 2022 dei pazienti all’ospedale di Feltre, ieri ha riaperto i battenti l’ospedale lamonese.
Più di 5,5 milioni di euro il costo complessivo dell’intervento (ripartito tra quattro milioni del Fondo dei Comuni Confinanti, un milione dalla Regione Veneto e 700mila euro dall’Ulss 1 Dolomiti), a cui presto di aggiungeranno altri 2 milioni (1,5 dal FCC, 500mila dalla Regione) per la riqualificazione dei parcheggi e della viabilità d’accesso. Importanti i lavori di ristrutturazione e di miglioramento della struttura: realizzati 22 nuovi posti letto, che salgono così a quota 70; 7 posti letto per l’unità riabilitativa territoriale; adeguamento degli impianti e del sistema antincendio; collocazione al piano terra di una piscina terapeutica, box per attività fisioterapiche, palestra e i servizi sanitari territoriali.
Al taglio del nastro, erano presenti moltissimi sindaci del Feltrino e del vicino Primiero, e non potevano mancare i principali finanziatori: la Regione del Veneto e il Fondo dei Comuni Confinanti.
I lavori di ristrutturazione sono iniziati a giugno 2021; a settembre 2022, il cantiere si trovava in ritardo sulla tabella di marcia a causa dei rincari delle materie prime, ma anche per problemi di gestione delle degenze. Ecco quindi ad ottobre 2022 la scelta di spostare tutti i pazienti all’ospedale di Feltre; una scelta condivisa con l’amministrazione comunale, che ha accettato la sfida non senza preoccupazioni.
«Attorno all’ospedale sono cresciute Lamon e la sua comunità; – ha sottolineato il sindaco Loris Maccagnan – investire sull’ospedale vuol dire investire su noi stessi e sul nostro futuro». Parlando di futuro, la prossima data segnata sul calendario è quella di metà gennaio, quando i pazienti verranno di nuovo trasferiti da Feltre a Lamon.





