Dopo Marco Polo, anche Tiziano Vecellio. Italia (o meglio, Cadore) – Cina, andata e ritorno. Soprattutto ritorno: culturale, ma anche turistico ed economico. È la prospettiva della collaborazione avviata tra la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, e l’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. Una collaborazione che nel mese di gennaio esporrà nella metropoli asiatica i tentativi tizianeschi di alcuni pittori cinesi. Con l’idea di portare le opere anche a Pieve di Cadore, non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno.
Il progetto è stato creato per far conoscere non solo l’opera di Tiziano, ma anche per promuovere la sua terra in Cina. La prima fase è già stata attivata, con un concorso di pittura riservato ad artisti residenti in Cina a cui è stato chiesto di creare delle opere che riconducano al mondo tizianesco.
Sono stati 760 i pittori che hanno aderito. E le migliori opere (selezionate da una giuria cino-cadorina) saranno esposte per un mese, a partire da gennaio, negli spazi espositivi dell’Accademia di Belle Arti di Pechino. Il forte di Monte Ricco le aspetta per l’estate, Covid permettendo. Ma la forza dell’arte ha già varcato i confini nazionali, nonostante le restrizioni da pandemia. È la potenza di Tiziano Vecellio, ambasciatore del Cadore in Cina.





