Impopolare, ma evidentemente utile per combattere la corsa all’insù delle bollette. Lo spegnimento dei lampioni stradali è una delle misure alle quali sono dovuti ricorrere moltissimi Comuni alle prese con l’aumento repentino e incontrollato dei costi dell’energia elettrica. Una scelta difficile, osteggiata dalla popolazione ma quasi sempre obbligata. E che sembra dare buoni frutti. E’ il caso del Comune di Belluno. Ad agosto la nuova giunta guidata dal sindaco Oscar De Pellegrin ha deciso per lo spegnimento di tutti i 6400 punti luce della città. Ampliando così una misura già messa in atto, ma solo parzialmente, dall’amministrazione Massaro. «Quando lo abbiamo annunciato, ad agosto – spiega il sindaco Oscar De Pellegrin – il provvedimento ha fatto scalpore. Ma ora i risultati si vedono e sono migliori rispetto alle nostre già ottimistiche previsioni».
Tenere al buio l’intera città (inizialmente dalle 2.30 alle 5.30 del mattino e poi dall’1 alle 5) ha permesso infatti di fare il cambio di passo decisivo nella lotta ai rincari. Fino ad agosto lo spegnimento dei punti luce generava un risparmio di consumi di circa il 20%, non sufficiente a determinare efficaci riduzioni in bolletta. Basti pensare come i consumi dell’agosto 2021 avessero portato ad una spesa di 67.822 euro e come questa, nell’agosto di quest’anno, sia salita a 154.813 euro nonostante lo spegnimento parziale dell’illuminazione pubblica. E con una previsione di spesa del 68% in più rispetto all’anno precedente (che si traducono in oltre 800 mila euro solo di energia elettrica).
Tutt’altra musica per quanto riguarda la bolletta di settembre. La previsione di spesa parlava infatti di 233 mila euro, ma il conto da pagare nei giorni scorsi a Palazzo Rosso è di 128 mila. Quasi 100 mila euro in meno rispetto alle ipotesi. Un risparmio evidente, aiutato anche da un’altra misura che non ha mancato di scatenare polemiche, ovvero lo spegnimento delle luci, da metà agosto, delle due gallerie “Belluno” e “Maraga”. Quest’ultima è costata, nel mese di settembre, appena 5,48 euro mentre la Belluno (alla quale è collegato qualche lampione esterno) 1.126 euro.
«Se il trend resta questo e se il costo resterà nel range dei 0,55 – 0,78 kilowattora, allora potremmo sperare di non dover ricorrere ad una nuova variazione di bilancio per stanziare altri 300 mila euro a copertura degli aumenti energetici – conclude l’assessore al bilancio e vice sindaco, Paolo Gamba -. Nel frattempo stiamo valutando e studiando altre misure, per contenere la spesa anche dentro le sedi comunali». Tra le quali l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto dei magazzini comunali di via Marisiga e un’accelerazione nel piano di sostituzione delle lampade stradali con luci a led.
«Lo sforzo richiesto ai cittadini ha uno scopo preciso – conclude De Pellegrin – e ora possiamo dire che ci stiamo avvicinando all’obiettivo, quello di ottenere il maggior risparmio possibile e, possibilmente, di riuscire a sostenere interamente i costi delle bollette senza dover ricorrere a nuove manovre di bilancio. Certo, stiamo alla finestra e monitoriamo i prezzi al kilowattora, se dovessero impennarsi dovremmo ricalcolare tutto, e cerchiamo di capire quale sarà la decisione del Governo rispetto al mantenimento dell’ora legale o meno».





