
Se il Nevegal piange, il centro storico di certo non sorride. Serrande abbassate, negozi chiusi e crisi dilagante del commercio. La colpa? «L’immobilismo di Palazzo Rosso».
A puntare il dito sull’amministrazione comunale è Roberta Olivotto, consigliera di minoranza. Che ricorda con amarezza «i proclami di qualche settimana fa con cui il Comune promuoveva in pompa magna la riduzione dell’Imu per le attività che venissero aperte in via Psaro». «Una favoletta» secondo la consigliera comunale. Perché la realtà è ben altra. «Negli ultimi tempi, in via Mezzaterra, alle vetrine già vuote, si sono aggiunte quelle di una delle sedi di Distretto Creativo, dell’agenzia di viaggi e della birreria, mentre la drogheria e il negozio di cornici che insistevano su Piazza delle Erbe hanno chiuso i battenti per trasferirsi a Ponte nelle Alpi, e ha cessato l’attività anche il bar in via Sant’Andrea – dice Olivotto -. Se Piazza dei Martiri attende la prossima apertura della ex Banca d’Italia grazie all’iniziativa dei privati, il centro, dopo aver perso le attività oggi chiuse di via Matteotti, via Loreto, via Cavour e molte altre strade, ora rischia di perdere anche l’A&O i cui scaffali sono già desolatamente vuoti e di cui non è ancora stata scongiurata la chiusura. Se i timori dovessero realizzarsi, oltre alla perdita di posti di lavoro, ci troveremmo di fronte a un gravissimo problema sociale, trattandosi dell’unico market del centro storico, essenziale per la spesa di molte persone anziane che non hanno la possibilità di servirsi dei centri commerciali della periferia».
Da qui l’appello, a unire le forze per porre fine al declino del centro. «Ormai è chiaro – conclude Olivotto – che l’ottica dell’amministrazione su questo e su altri temi è quella della sopravvivenza, in attesa della fine del mandato».





