Otto denunce e tre attività sospese: è il bilancio dell’operazione a tappeto condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Belluno, che nelle ultime settimane hanno intensificato i controlli sulla sicurezza e sul lavoro irregolare in tutta la provincia. Un’azione coordinata con il Comando Provinciale e le Stazioni dell’Arma, che ha interessato esercizi pubblici, servizi e artigianato in comuni come Belluno, Cortina, Agordo, Domegge, Pedavena, Longarone, Santa Giustina e Setteville.
Le verifiche hanno fatto emergere un quadro di irregolarità diffuso. Le otto persone denunciate – titolari, legali rappresentanti o datori di lavoro – dovranno rispondere di violazioni che vanno dall’uso di attrezzature non conformi alla mancata formazione del personale, dall’assenza di sorveglianza sanitaria all’installazione irregolare di sistemi di videosorveglianza. In diversi casi i militari hanno riscontrato anche la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale e l’assenza delle figure di sicurezza previste dalla normativa.
Tre le sospensioni dell’attività: due per la mancata predisposizione dei piani di emergenza ed evacuazione, una carenza considerata così grave da impedire la prosecuzione del lavoro in condizioni di sicurezza. La terza sospensione ha riguardato un locale di Setteville, dove è stato trovato un lavoratore in nero impiegato come pizzaiolo su un totale di otto dipendenti.
L’operazione conferma l’impegno costante dei Carabinieri nel prevenire infortuni e contrastare il sommerso, con l’obiettivo – ribadito dall’Arma – di garantire che ogni impresa operi nel rispetto della dignità e della salute dei propri lavoratori.





