Longarone Fiere, si dimette il CdA: il futuro dell’ente a rischio?

Longarone Fiere, si dimette il CdA: il futuro dell’ente a rischio?

Una mattinata che doveva segnare il ritorno all’equilibrio dei conti si è trasformata in un colpo di scena ai vertici di Longarone Fiere Dolomiti. Subito dopo l’approvazione della riduzione del capitale sociale, infatti, si sono dimessi prima il vicepresidente Franco Conzato e poi la presidente Caterina Carrer, determinando la decadenza dell’intero consiglio di amministrazione.

L’assemblea dei soci, riunitasi mercoledì mattina, aveva dato il via libera al dimezzamento del capitale, passato da 1 milione e 138 mila euro a 571 mila euro, recependo una perdita di 643 mila euro relativa all’esercizio 1° luglio 2024 – 30 giugno 2025. Un passaggio ritenuto necessario per riequilibrare i conti dell’ente fieristico dopo le difficoltà accumulate negli ultimi anni. Per il sindaco di Longarone Roberto Padrin, si è trattato di «un atto necessario per la salvaguardia dell’ente», che non rappresenta una smobilitazione ma «la base per il rilancio, archiviando definitivamente le difficoltà ereditate dal periodo Covid». Anche negli ultimi dodici mesi, viene sottolineato, tutti gli appuntamenti fieristici organizzati si sono chiusi in utile.

Ma proprio mentre si apriva ufficialmente la cosiddetta “seconda fase”, quella del rilancio, sono arrivate le dimissioni del vertice. Le motivazioni ufficiali non sono ancora note e si attende una comunicazione da parte dell’ente. Tuttavia, alla base della scelta ci sarebbe il diniego del Comune di Longarone e del Consorzio Bim Piave all’acquisto dei capannoni fieristici. Una condizione che Carrer e Conzato consideravano indispensabile e non negoziabile per costruire il business plan di rilancio. Le strutture, infatti, rappresentano un peso economico significativo, con costi che superano i 200 mila euro l’anno tra mutui e Imu. Comune e Provincia si sono detti disponibili a investire risorse nella fiera, ma non ad acquistare le “mura”, facendo così saltare l’impostazione proposta dal CdA uscente.

Incassato il no, sono arrivate le dimissioni in rapida successione, che aprono ora una fase particolarmente delicata per l’ente fieristico. Il prossimo passo sarà l’individuazione di un consulente incaricato di redigere un nuovo piano industriale, chiamato a chiarire se, senza lo scorporo e la vendita dei capannoni, esistano le condizioni economiche per garantire la continuità e lo sviluppo di Longarone Fiere. Il futuro resta dunque incerto. La fiera rimane un’infrastruttura strategica non solo per Longarone ma per l’intero territorio, ma il rilancio dovrà necessariamente passare da scelte chiare di governance e sostenibilità economica, in un quadro istituzionale che ora è tutto da ricostruire.

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