Si butta con la tuta alare e scompare. Partono le ricerche ma sta bene, in un’area senza campo

Si butta con la tuta alare e scompare. Partono le ricerche ma sta bene, in un’area senza campo

Paura ieri mattina (domenica 16 luglio) per un base jumper. Il ragazzo, un australiano, si era buttato da una cima del Gruppo della Moiazza con la tuta alare, in compagnia di quattro amici. Gli altri erano atterrati tutti, mentre del quinto uomo si erano perse le tracce.

L’allarme è scattato subito, non senza apprensione: l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato in Val Corpassa e ha cominciato a sorvolare l’area, soprattutto verso Col Palanzin, senza esito. Dopo diverse ore, il giovane è riuscito a mandare dei messaggi con il cellulare ai suoi compagni. Non si era fatto niente, era atterrato regolarmente, solo che si trovava in una zona senza campo e il suo smartphone non riusciva a comunicare. L’equipaggio dell’elicottero lo ha quindi individuato che scendeva dalla strada del Rifugio Vazzoler.

GLI ALTRI INTERVENTI

L’elisoccorso è stato in seguito inviato lungo la Ferrata Vandelli, sul Sorapis, dove un turista israeliano di 43 anni si trovava in difficoltà. L’uomo, che si stava dirigendo verso il Bivacco Comici con un amico, in precedenza era scivolato sbattendo lievemente la testa. Nel proseguire aveva iniziato a essere disorientato e ad avere le vertigini, quasi sicuramente non come conseguenza della caduta precedente. Incapace di andare avanti, l’escursionista è stato recuperato e accompagnato all’ospedale di Cortina, per i dovuti accertamenti. 

L’eliambulanza è poi intervenuta all’altezza di Forcella Oltro, a Gosaldo, dove una tredicenne belga aveva messo male un piede e si era procurata la sospetta frattura di una caviglia. Sbarcati nelle vicinanze, medico e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure alla ragazzina, per poi issare a bordo lei e la madre con un verricello di 40 metri e trasportarle all’ospedale di Belluno. Una squadra del Soccorso alpino della Val Biois è stata invece inviata sulla pista di servizio del Col Margherita a Falcade, perché una 63enne di Fiera di Primiero (TN), scendendo con la mountain bike a pedalata assistita assieme ad alcuni familiari, era caduta e aveva riportato la probabile frattura di una caviglia. Raggiunta sulla sterrata dai soccorritori con il mezzo, all’infortunata è stato bloccato il piede. Trasportata a Passo Valles, la donna è stata affidata all’ambulanza della Croce Rossa di Moena che l’ha condotta all’ospedale di Cavalese.

SENTIERO FRANATO

Il Soccorso alpino di San Vito di Cadore è andato in aiuto di due escursioniste belghe, bloccate lungo una frana sul sentiero numero 230, sopra Borca. Le due turiste, di 24 e 25 anni, erano partite da San Vito dirette a Vodo, ma sul tragitto si sono trovate un tratto franato e, tentando di superarlo, non riuscivano a proseguire. Una squadra si è avvicinata con il fuoristrada, per poi proseguire a piedi 200 metri. Una volta raggiunte, le hanno assicurate e sollevate una ventina di metri fino al sentiero, per poi accompagnarle al loro alloggio. 

Una squadra del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Auronzo è intervenuta in Val Marzon, per un escursionista 51enne di Ferrara, che ha sbagliato traccia e si è incrodato in un canalone roccioso. L’uomo, illeso, è stato poi recuperato dal Pelikan. 

L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato in Val d’Oten attorno alle 14.30, per un escursionista bloccato in un punto distante dalla rete sentieristica, in un canale di placche rocciose con un rivolo d’acqua. Recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di un’ottantina di metri, l’uomo, 36 anni di Spinea (VE), è stato lasciato alla Capanna degli Alpini. 

Successivamente l’eliambulanza è volata sulla strada che scende dal Rifugio Dal Piaz, dove una ciclista, di 56 anni di Limana (BL) che si trovava con un’altra persona, era caduta dalla propria bicicletta a pedalata assistita e lamentava dolori alla parte bassa della schiena. Sbarcati con un verricello di 20 metri, medico e tecnico di elisoccorso hanno prestato le prime cure alla donna, per poi imbarellarla e issarla a bordo. L’infortunata è stata accompagnata all’ospedale di Belluno. 

RECUPERO DI UNA MUCCA

Su indicazione di due turisti che avevano visto l’animale bloccato, il Soccorso alpino di Livinallongo ha liberato una mucca scivolata sul pendio erboso e finita contro il paravalanghe in zona Portados, a Porta Vescovo. Una squadra è scesa, ha assicurato la mucca, che non era in grado di alzarsi, e con un argano l’ha sollevata in un punto più agevole, dove l’elicottero dell’Air service center l’ha recuperata con la rete e portata a valle. 

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