Sarà un 2023 duro: i consumi si azzerano e crescono i disoccupati

Sarà un 2023 duro: i consumi si azzerano e crescono i disoccupati

Anno nuovo, problemi vecchi. Con il rischio di aumentare i nervi scoperti. Ormai tutte le proiezioni lo confermano: sarà un 2023 difficile.

Che dietro all’anno nuovo non ci fossero aspettative esageratamente ottimistiche era scontato. Adesso però cominciano emergere problemi nuovi. Il primo: la disoccupazione. Gli ultimi studi effettuati dalla Cgia sulle previsioni Prometeia parlano di un aumento dell’8,4% a livello nazionale. Belluno sarà tra le province più colpite del Veneto.

I DATI

Tutta colpa della crisi, guerra e bollette in testa. Perché rispetto al 2022 la crescita del Pil e dei consumi delle famiglie è destinata ad azzerarsi e ciò contribuirà a incrementare il numero dei disoccupati, almeno di 63mila unità. Il numero complessivo dei senza lavoro, infatti, nel 2023 sfiorerà la quota di 2.118.000. In termini assoluti, le situazioni più critiche si verificheranno nel Centro-Sud, ripartizione che già oggi presenta un livello di fragilità occupazionale molto preoccupante. Napoli, Roma, Caserta, Latina, Frosinone, Bari, Messina, Catania e Siracusa saranno le province che registreranno gli incrementi maggiori.

I SETTORI

Sebbene non sia per nulla facile stabilire in questo momento i settori che nel 2023 saranno maggiormente interessati dalle riduzioni lavorative, pare comunque di capire che i comparti manifatturieri, specie quelli energivori e più legati alla domanda interna, potrebbero subire dei contraccolpi occupazionali, mentre le imprese più attive nei mercati globali tra cui quelle che operano nella metalmeccanica, nei macchinari, nell’alimentare-bevande e nell’alta moda saranno meno esposte. Non solo, stando al sentiment di molti esperti e di altrettanti imprenditori, altre difficoltà interesseranno i trasporti, la filiera automobilistica e l’edilizia, quest’ultima penalizzata dalla modifica legislativa relativa al Superbonus, potrebbero registrare le perdite di posti di lavoro più significative.

QUI BELLUNO

In Veneto le province più colpite dall’aumento della disoccupazione saranno Treviso (+827 disoccupati, pari al +4,2% rispetto al 2022), Padova (+624 persone, +3%), Vicenza (+595 persone, +3,5%) e Belluno. La provincia dolomitica dovrebbe contare “solo” 190 disoccupati, ma l’incremento percentuale è del 5% rispetto a quest’anno. 

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