Dopo gli entusiasmi iniziali, giustificabili, c’è un primo rallentamento. Niente di grave. Piuttosto la normale cautela quando si ha a che fare con quasi 500 posti di lavoro.
La questione Safilo resta aperta (una settimana fa ). Serviranno analisi e approfondimenti, per valutare la solidità delle proposte economiche sul tavolo. E per far coincidere le idee dei compratori con la necessità di salvare sia i lavoratori sia la continuità produttiva della fabbrica di Longarone.
Ieri intanto (11 luglio) si è riunito il tavolo tra Regione e sindacati, con l’Unità di crisi aziendale regionale. Hanno partecipato anche i rappresentanti di Safilo, assistiti da Confindustria Belluno Dolomiti, e la rappresentanza aziendale di Innovatek, il gruppo interessato a comprare una parte del sito produttivo di Longarone, insieme a Thelios.
L’incontro è stato finalizzato ad approfondire le ipotesi di sviluppo industriali avanzate dal nuovo soggetto imprenditoriale, che potrebbero interessare parte degli stabilimenti di Safilo (Longarone 2) e coinvolgere 208 lavoratori attualmente dipendenti dell’occhialeria.
Dopo ampio confronto, le parti hanno valutato la necessità di procedere a un ulteriore approfondimento rispetto agli elementi qualificanti della proposta industriale. «Ciò al fine di verificare, ciascuno per rispettivo ruolo e competenza, le possibilità di raggiungere un accordo nell’interesse dei lavoratori, dall’azienda e del territorio» si legge nella nota diramata dalla Regione.





