Rifugiati ucraini: «Pronti ad accoglierli all’ex caserma dei Vigili del fuoco»

Rifugiati ucraini: «Pronti ad accoglierli all’ex caserma dei Vigili del fuoco»

La guerra in Ucraina avrà ricadute anche sul Bellunese. In questi giorni sono già arrivati, alla spicciolata, i primi profughi in fuga dagli attacchi dei militari russi. Si tratta per lo più, al momento, di ricongiungimenti familiari. E sono anche già partite alcune iniziative di solidarietà, come quella messa in campo dagli alpini, che stanno raccogliendo capi di vestiario da consegnare direttamente agli ucraini in fuga. Questa mattina, in prefettura, il comitato ordine e sicurezza farà il punto della situazione e cercherà di coordinare le iniziative solidali, raccogliendo anche le principali necessità.

Ieri, intanto, si è mosso ufficialmente il Comune di Belluno. Nell’ottica di trovare possibili soluzioni di accoglienza, si sono riuniti il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, i membri di giunta maggiormente coinvolti (la vice sindaca Lucia Olivotto e gli assessori Francesca De Biasi, Lucia Pellegrini e Biagio Giannone) e gli uffici della Protezione Civile, dei Servizi Sociali, delle Politiche Educative, del Servizio Comunicazione, della Polizia Locale e dei Servizi Tecnici.

«All’ex Caserma dei Vigili del fuoco di Via Col di Lana abbiamo a disposizione cinque camerate da dieci posti l’una – spiega Massaro –; ci sono già dei contatti con i frati della Parrocchia di Mussoi per la disponibilità di una ulteriore ventina di camere in un’ala del convento. Abbiamo inoltre chiesto a Ser.S.A. la disponibilità a preparare pasti caldi per gli eventuali rifugiati in queste strutture. Ad oggi è ancora sconosciuto e imprevedibile il numero dei possibili profughi: solo in questi giorni si è parlato di oltre 500mila persone già fuggite dall’Ucraina».

Una particolare attenzione dovrà essere data ai bambini: «Stanno fuggendo donne, bambini, anziani e persone non in grado di combattere. Dobbiamo essere pronti ad accoglierli e attrezzarci per rendere questa esperienza meno traumatica di quello che già è ora – continua il sindaco -. Per questo, stiamo pensando di attrezzare alcune aree dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco come area gioco per i bambini, e studieremo progetti con gli istituti comprensivi per l’integrazione dei più piccoli, sotto il profilo dell’istruzione, dell’insegnamento linguistico e del gioco».

Il sindaco incontrerà anche le associazioni tradizionalmente impegnate nelle attività di accoglienza e le realtà ucraine del territorio per illustrare lo scenario e le possibili azioni del Comune di Belluno.

La struttura di Via Col di Lana verrebbe utilizzata anche come sito di stoccaggio del materiale donato dai cittadini: sono molte le campagne di raccolta beni, partite già dalle prime ore dopo i bombardamenti, ma ora è impossibile recapitare questo materiale in terra ucraina; «L’idea è di istituire un magazzino, gestito dalla Protezione civile, dove raccogliere i beni donati e poi gestire al meglio lo smistamento. Come sempre, quando scoppia un’emergenza, i bellunesi e gli italiani dimostrano la loro grande generosità, ma inevitabilmente si crea confusione, mentre a livello nazionale ci fanno sapere che è opportuno seguire canali certi e organizzati e che le iniziative spontanee rischiano invece di creare un po’ di caos», sottolinea Massaro.

Il Comune di Belluno è pronto ad attivare un indirizzo mail dove poter convogliare tutte le richieste; inoltre, potrà essere attivato anche un numero telefonico unico in cui dare la propria disponibilità ad accogliere o comunicare eventuali persone già ospitate così da poter avviare un primo censimento dei profughi in città, e per tutte le necessità relative a questa emergenza.

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