Reddito di cittadinanza, scoperti 35 “furbetti” bellunesi

Reddito di cittadinanza, scoperti 35 “furbetti” bellunesi

C’era chi non si ricordava di non essere più disoccupato da anni. Chi millantava famiglie numerosissime. E chi “pensava” di vivere ancora assieme al coniuge, in realtà trasferitosi all’estero da tempo. Sono alcuni dei casi bellunesi dei “furbetti” del Reddito di cittadinanza. Sono 35 le posizioni fraudolente scoperte dal comando provinciale della Guardia di finanza di Belluno. Persone residenti in provincia che hanno percepito, indebitamente, il reddito di cittadinanza.

Venute alla luce grazie al lavoro dei finanzieri, in collaborazione con la direzione provinciale dell’Inps. Sono state così vagliate tutte le richieste presentate in provincia mediante una verifica analitica delle informazioni contenute all’interno della domanda di accesso alla specifica misura di sostegno e della correlata Dichiarazione sostitutiva unica, al fine di vagliare compiutamente la legittimità dei requisiti richiesti dalla normativa vigente.

La serrata procedura di screening ha così consentito l’individuazione sul territorio provinciale di 35 posizioni per le quali erano state fornite autodichiarazioni non veritiere, in relazione sia all’effettiva condizione di difficoltà reddituale e lavorativa che al requisito della residenza nel territorio nazionale da almeno 10 anni, in riferimento ai diversi soggetti di nazionalità straniera.

Tra i casi più eclatanti quello di un bellunese residente in Cadore, che nel compilare la richiesta di sostegno statale si è clamorosamente “dimenticato” di indicare le diverse proprietà immobiliari possedute sulle colline toscane. E la cittadina straniera che, ospite di un centro di accoglienza in attesa delle procedure per l’asilo politico, pur conoscendo a malapena la lingua italiana era stata in grado di compilare autonomamente la domanda online, inserendo dichiarazioni non veritiere ed attestando la propria residenza sul territorio nazionale.

Tutte le persone sono state così denunciate per indebita percezione del Reddito di cittadinanza, in violazione dell’art. 7, 1° e 2° comma del decreto legge 4 del 28 gennaio 2019, nonché segnalati all’Inps ai fini dell’immediata revoca del beneficio e del recupero di quanto già erogato, pari ad oltre 100 mila euro.

Parallelamente, le attività di monitoraggio preventivo poste in essere sull’intera platea dei richiedenti hanno altresì permesso l’interruzione delle procedure di assegnazione del contributo per un totale complessivo pari a quasi 40 mila euro.  

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