Galleria Comelico, scongiurata la chiusura totale. Un tavolo tecnico per la soluzione migliore

Galleria Comelico, scongiurata la chiusura totale. Un tavolo tecnico per la soluzione migliore

Scongiurata la chiusura totale. Ci sono notizie positive per quanto riguarda la galleria “Comelico”. L’incontro di ieri mattina in Prefettura, tra i sindaci comeliani (più Auronzo e Sappada), il presidente della Provincia, il ministro D’Incà (in collegamento video da Roma), il deputato Roger De Menech, il presidente della Camera di commercio, Mario Pozza e i tecnici di Anas ha fatto segnare un piccolo punto a favore della comunità.

La galleria infatti non resterà chiusa totalmente. Anas da questo punto di vista ha accolto le richieste del territorio, spaventato all’idea di un isolamento di almeno due anni che avrebbe effetti catastrofici su un’area che deve già scontare difficoltà sociali, economiche e logistiche. Si valuterà probabilmente la chiusura durante le ore notturne, con apertura a senso unico alternato durante il giorno. Ma è solo un’ipotesi, per ora. Quel che è certo è che Anas non tornerà indietro. Il rifacimento della volta della galleria attuale con annesso ammodernamento di tutti i sistemi di sicurezza è un intervento considerato necessario e già finanziato con 65 milioni di euro dal ministero delle Infrastrutture all’interno del piano “Ponti viadotti e gallerie”. I lavori inizieranno nella tarda primavera.

I disagi, quindi, inevitabilmente ci saranno. Ma si cercherà di mitigarli al massimo. Per questo nell’incontro si è deciso di istituire un tavolo tecnico permanente che affronti la questione a 360°. Sia per l’immediatezza, ovvero la ricerca di una soluzione per il cantiere che possa per quanto possibile soddisfare tutti, quanto per il medio – lungo periodo. Anas non ha detto definitivamente “no” all’ipotesi della seconda canna affiancata al tunnel attuale. Ma si tratta di un progetto complesso, che porterebbe via almeno una decina d’anni e dai costi esorbitanti, superiori ai 300 milioni di euro.

Più favore ha incontrato l’ipotesi di ripristinare, mettendola in sicurezza, la vecchia strada “Dla Val”, che da Auronzo costeggia il lago del Tudaio prima di entrare in Comelico. Una soluzione che permetterebbe, in futuro, di avere sempre a disposizione un “piano B”. Ma anche in questo caso servono soldi. Tanti, almeno 30 milioni di euro, e l’accordo di numerosi enti.

«La disponibilità di Anas nel valutare possibili proposte è positiva – commenta il ministro Federico D’Incà –  dato che il tema è particolarmente sentito. Il tavolo tecnico permanente e il continuo confronto è fondamentale per salvare il tessuto socio – economico del Comelico».

Una considerazione a cui si accoda anche il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «La messa in sicurezza del tunnel rimane la priorità. Ma subito dopo c’è la questione della viabilità di collegamento con il Comelico». Padrin ha una sua idea anche sulle soluzioni proposte per il medio e lungo periodo. «La soluzione della seconda canna va valutata, ma i tempi di realizzazione sembrano non collimare con le esigenze della messa in sicurezza dell’attuale tunnel. Da valutare anche il recupero della vecchia strada “della Val”, ma anche in questo caso, autorizzazioni e competenze che richiedono tempi ampi; in ogni caso, si tratta di una strada da mettere in sicurezza per avere comunque un’alternativa».

«Bene la disponibilità di Anas – commenta il deputato Pd Roger De Menech – perché oggi abbiamo posto le basi per una nuova visione futura. Da un lato i lavori necessari e imminenti sulla galleria, che andranno realizzati con il minor impatto possibile per il territorio. Dall’altro la necessità di ripensare tutta la viabilità di questa parte di provincia, partendo dagli errori del passato per non rifarli: se 36 anni fa non si fosse dismessa la vecchia strada, ora avremmo una situazione simile al ponte Cadore e la Cavalera. E se magari si fossero investiti 2-3 milioni di euro ogni anno per la manutenzione della galleria, non saremmo al punto di doverla rivedere tutta da capo».

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