Poste Italiane colpisce ancora. In maniera fragorosa stavolta. Perché una lettera da Belluno per Belluno che impiega più di un mese per arrivare a destinazione non può che essere un disservizio. Se le lettere sono decine, vuol dire che qualcosa non funziona. E che l’azienda nazionale, anziché promuovere fantasmagoriche collaborazioni con Ikea e altri brand internazionali, o corsi online di educazione finanziaria, farebbe meglio a curare il servizio base essenziale.
L’ultimo episodio di disservizio è capitato ieri (30 marzo) a Castion. In diverse buchette della posta sono arrivate lettere provenienti dall’Ulss per la comunicazione di cambio medico. Data sul foglio, 24 febbraio. Cessazione del medico di base, 31 marzo. In pratica, il messaggio partito da Belluno ha impiegato 34 giorni per giungere a destinazione, sempre in Comune di Belluno. Un piccione viaggiatore avrebbe fatto prima.
Non è la prima volta che il servizio di corrispondenza (che rientra nel cosiddetto servizio universale postale di cui Poste Italiane è affidataria) mostra falle importanti. E per fortuna che questa volta non c’erano comunicazioni di stringente urgenza, altrimenti sarebbe stato difficile digerire un ritardo simile nella consegna. Ma forse per le Poste la corrispondenza non è la priorità.





