Nuove aule contro il coronavirus. Inaugurati i moduli di Calvi e Renier

Nuove aule contro il coronavirus. Inaugurati i moduli di Calvi e Renier

Erano stati richiesti per aumentare gli spazi per i ragazzi, nell’anno scolastico segnato dalla pandemia. Ma serviranno anche in futuro, durante i lavori di ammodernamento degli edifici scolastici. Inaugurati questa mattina i cinque moduli prefabbricati che ospiteranno altrettante classi (rispettivamente 3 e 2) degli istituti superiori Calvi e Renier. Si aggiungono a quelli installati nei mesi scorsi all’esterno del liceo Galilei.

Un investimento da 498 mila euro in totale. Le nuove classi prefabbricate esterne, installate nel piazzale posteriore delle scuole, sono dotate di tutto. 56 metri quadrati ciascuna, potranno ospitare 25 studenti e il professore. E sono dotate anche di servizi igienici e astanteria per i bidelli. Sono anche ben coibentate, come si è potuto constatare sotto il sole di mezzogiorno di un 7 luglio estivo. All’interno la temperatura era molto gradevole. E – assicurano i tecnici della Provincia che hanno seguito i lavori, eseguiti da una ditta specializzata di Lecce – il benessere climatico sarà identico anche in inverno. Merito delle tecnologie utilizzate, dall’isolamento in lana di roccia, al tetto a doppia falda, fino ad arrivare alle pompe di calore per il sistema di climatizzazione.

«I nuovi moduli ci danno quel respiro al quale abbiamo anelato negli scorsi mesi», ha detto la dirigente Renata Dal Farra, alla soglia della pensione dopo anni alla guida dell’ex ragioneria – e serviranno di sicuro anche da qui in avanti, perché a settembre non penso proprio che la pandemia sarà già solo un brutto ricordo».

I moduli serviranno, di sicuro, perché la Provincia ha grandi progetti in corso per quanto riguarda le scuole superiori di sua proprietà. Il punto, rapido, lo ha fatto Fiorenzo De Col, dirigente del settore edilizia scolastica della Provincia, anche lui, tra l’altro, prossimo alla pensione. «Sono arrivati molti soldi dallo Stato, per interventi di messa in sicurezza, e il piano della provincia è vasto».

A cominciare dai sei milioni di euro per l’istituto agrario di Vellai (nuova palestra e  azienda agricola). Previsti interventi anche per l’edificio che ospita la scuola d’arte di Cortina (500mila euro per la certificazione prevenzione incendi ed efficientamento energetico), 180mila per il plesso scolastico di Santo Stefano. Ma si interverrà anche al Dolomieu di Longarone, dove sono previsti interventi al convitto, e alla palestra del Calvi.

«Inoltre – continua De Col – abbiamo terminato la ricognizione di solai e soffitti delle scuole che presentavano dei rischi». Buona la situazione: «Ci sono solo un paio di situazioni da sistemare – continua De Col -. All’Itis Segato dovremo intervenire in un’aula e nell’ufficio tecnico, ma recupereremo anche l’ex aula musica. All’istituto per ottici di Pieve di Cadore, invece, vanno sistemati un corridoio e un paio di classi, attualmente precluse all’utilizzo. Interventi che faremo prima dell’inizio dell’anno scolastico».

C’è poi un ragionamento più globale, come anticipa il presidente della Provincia, Roberto Padrin: «Abbiamo l’intenzione di affidare un incarico per un’analisi approfondita dei numeri, anche alla luce del calo demografico evidente. Dobbiamo capire in prospettiva quali e quante scuole mantenere. Credo che dovremo cercare di salvaguardare soprattutto quelle periferiche, per far restare i giovani dove nascono. Su Belluno e Feltre invece dovremo pianificare gli interventi da fare. Ci sono risorse in arrivo dal governo, dobbiamo cercare di non disperderle». E c’è anche in ballo la partita della caserma Fantuzzi: «Non è un mistero – conclude Padrin – che stiamo lavorando per adibirne una parte a plesso scolastico».

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