La maggioranza De Pellegrin incassa un’altra botta. Massimo Garzotto lascia il gruppo che sostiene l’amministrazione e passa all’opposizione. Un terremoto politico annunciato, ma che arriva comunque a scuotere un edificio già segnato da crepe profonde, dopo tre anni e mezzo di tensioni, addii e fratture interne.
La lettera protocollata dal consigliere è un atto di accusa diretto: «divergenze, incomprensioni e vedute diverse» col sindaco, dal dossier Nevegal all’Unione Montana. Garzotto ricorda la restituzione della delega alle frazioni, parla di «continue ingerenze» e soprattutto rivendica un mancato sostegno della maggioranza nei momenti più delicati. Il riferimento è alla gestione delle dimissioni dell’ex assessore Franco Roccon, terreno di scontro ormai stratificato e mai del tutto ricomposto. Garzotto non usa giri di parole: «Non condivido più il modo di operare della maggioranza. Il matrimonio è iniziato male ed è finito peggio». Questa volta la frattura è definitiva: nessun appoggio esterno, nessun “vedremo”. Il consigliere passa dall’altra parte dell’aula e lo fa spiegando che «non garantirà più il sostegno all’amministrazione».
Roccon: «Si dimetta, non ha capacità amministrativa»
Durissima la controreplica di Franco Roccon, che rientra bruscamente nel dibattito politico di Palazzo Rosso. L’ex assessore parla di “rancore” e invita Garzotto a lasciare anche il seggio: «Gli elettori lo hanno votato per sostenere questa amministrazione. Se non gli va più bene nulla, la scelta più dignitosa è dimettersi». E affonda: «Non basta prendere i voti: ci vuole capacità. E non tutti ce l’hanno, neanche per fare il consigliere comunale». Parole che riaprono un confronto mai davvero sopito e che riportano al centro le fibrillazioni esplose nei mesi delle dimissioni di Roccon, tra lettere, versioni contrastanti e accuse incrociate.
La Grua (Forza Italia): «Ora verifica di maggioranza»
Forza Italia guarda al quadro generale. Il capogruppo Francesco La Grua parla apertamente di una maggioranza «sempre meno stabile» e chiede una riunione urgente dei capigruppo: l’obiettivo è capire se ci siano ancora le condizioni per andare avanti fino alla fine del mandato. La proposta è quella di definire un programma di fine legislatura: pochi punti veramente condivisi per evitare un finale di mandato trascinato tra malumori e fughe in avanti.
Ultimo chilometro in salita sempre più ripida
Con l’uscita di Garzotto, il mosaico della maggioranza perde un tassello che pesa.E a poco più di un anno dalle elezioni, la maggioranza De Pellegrin si trova a fare i conti con un cantiere politico che scricchiola sempre più forte.





