Il semaforo per chi va in montagna è arancione. Nei prossimi giorni infatti il pericolo valanghe rimarrà alto, al grado 3 (marcato). Quindi, attenzione massima.
La situazione è mutata radicalmente nelle ultime ore, visto che dopo settimane di siccità è tornata la neve. Quasi solo in alta quota, però, perché il limite della neve è rimasto piuttosto alto.
Nell’arco delle 24 ore di pioggia tra venerdì e sabato gli apporti di neve fresca maggiori sono stati misurati a 2.000 metri in Alpago (circa 20 centimetri), e nelle Dolomiti meridionali nel gruppo dell’Agner (Malga Losch 33 centimetri, a 1.735 metri). «Il limite neve-pioggia è stato molto variabile e, con un clima generalmente umido, la neve si è riscaldata fino in profondità» fanno sapere i meteorologi di Arpav.
Intanto però il maltempo continuerà anche oggi (11 febbraio). Le previsioni indicano ancora 10-25 centimetri di neve fresca a 2.000 metri nelle Dolomiti e pioggia fino almeno a 1.500 metri nelle Prealpi. Con lunedì il tempo sarà in miglioramento.
«Da domenica (oggi, ndr) nelle Dolomiti oltre il limite del bosco, il pericolo di valanghe diventerà 3-marcato per la possibilità di distacchi di valanghe di neve umida lungo i canaloni e i versanti abituali» spiegano da Arpav. «Le valanghe generalmente non saranno di grandi dimensioni ma potranno essere frequenti e con buon sviluppo di scorrimento. Nelle Prealpi, oltre tale limite il pericolo sarà 2-moderato. L’indebolimento della struttura del manto nevoso e la nuova neve umida fino a un certa quota e ventata almeno oltre il limite del bosco, determineranno condizioni di criticità per distacchi provocati di valanghe a lastroni, anche con debole sovraccarico».
Le condizioni per escursioni sulla neve sono difficili anche per le temporanee condizioni di scarsa visibilità. Il consiglio, per gli irriducibili, è di essere accompagnati da professionisti della montagna. Si raccomanda di avere al seguito e attive le attrezzature da autosoccorso (Artva, pala e sonda).





