Maschere Dolomitiche, cresce l’attenzione sul destino del museo

Maschere Dolomitiche, cresce l’attenzione sul destino del museo

Ancora nessuna certezza, ma tanta attenzione dal mondo civile e politico: il destino del Museo delle Maschere Dolomitiche nella sede di Palazzo Secco a Borgo Piave è ancora oscuro, ma negli ultimi giorni sono state tante le dimostrazioni di sostegno, così come i contatti istituzionali avviati per trovare una soluzione alla questione. Le visite immobiliari delle scorse settimane non hanno avuto (per ora) ulteriori sviluppi, ma si continua a lavorare per non trovarsi impreparati in caso di cessione dell’immobile.

Dalla Regione al Comune, la politica si attiva

L’appello lanciato dall’associazione Borgo Piave ETC è arrivato sui tavoli della politica, a partire da quelli regionali: ci sono già stati contatti con la consigliera regionale Silvia Cestaro, mentre il Presidente della Regione Luca Zaia ha risposto alla lettera dell’associazione incaricando l’assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari di interfacciarsi già nei prossimi giorni con i responsabili del Museo.

A livello comunale, il primo ad attivarsi con l’associazione è stato l’assessore ai lavori pubblici Franco Roccon, mentre le visite guidate di sabato 19 e sabato 26 aprile hanno permesso a diversi esponenti della maggioranza – dai consiglieri comunali Irene Gallon, Paolo De Biasio, Lorenzo Bortoluzzi, Sebastiano Marotto, Sandra Mella e Maria Teresa Cassol agli assessori Simonetta Buttignon e Paolo Luciani – di prendere coscienza diretta del tema: «Ci auguriamo che anche i consiglieri che in questi due sabati non sono potuti venire a visitare il museo si facciano avanti nelle prossime domeniche di consueta apertura. – spiega il presidente Antonio Gheno – Sarebbe un segnale significativo di vicinanza da parte delle istituzioni locali».

I suggerimenti dei cittadini

Non solo politica: tanti i cittadini che – oltre a rilanciare l’appello sui social – hanno contattato il Museo per avere informazioni, ma anche per avanzare proposte e osservazioni. «Tra i quesiti che ci hanno posto, ce ne sono stati alcuni molto tecnici tra i quali la destinazione d’uso catastale degli spazi che abbiamo in comodato, ad oggi classificati tutti come uffici, e il prezzo delle unità immobiliari che abbiamo in uso, per capire se ci sia margine per una raccolta fondi. – continua Gheno – Tutto ciò per commentare poi che il palazzo è storico, vincolato dalla Sovrintendenza e che per questo trovano strano che possa essere adibito ad altro uso che non siano museo o uffici, come indicato da catasto e dal regolamento edilizio vigente del Comune di Belluno. Ne prendiamo atto e apprezziamo che questo palazzo, oggi, venga attenzionato dalla cittadinanza che ne riconosce dopo anni la rappresentatività per quello che è stato durante la Serenissima il porto fluviale di Belluno».

«La soluzione che ci auspichiamo è che si possa mantenere il museo nell’attuale sede di Palazzo Secco, uno spazio magico dove la collezione delle maschere di Gianni Secco dialoga perfettamente con un edificio storico così intriso della cultura fluitata per secoli lungo la Piave. Diversamente riteniamo fondamentale che il museo possa essere ricollocato in un edificio sempre di Borgo Piave perché se oggi la collezione è rinata, il merito va al gruppo delle volontarie di Borgo Piave ETC che da gennaio 2023 hanno restaurato e stanno curando i manichini. – conclude Gheno – Spostare la collezione da qui vorrebbe dire toglierle l’anima: la collezione senza un gruppo che la cura e la racconta finisce per diventare un insieme di oggetti incompresi, come già successo in precedenti sedi anche istituzionali. Sono le persone che qui fanno la differenza e oggi si può dire che le maschere di Gianni a Borgo Piave hanno trovato casa e, speriamo, un futuro».

I numeri “pasquali” del Museo

Nonostante il futuro incerto, il Museo continua a macinare numeri importanti: l’apertura del weekend pasquale ha fatto registrare oltre 120 visitatori; tra i tanti arrivati da fuori regione, si segnala una comitiva di trenta persone arrivate da Cosenza. Numeri importante, che si vanno ad affiancare a quelli dell’altra iniziativa proposta da Borgo Piave ETC per le feste pasquali, il rolo al pontèt, che in tre giorni ha visto la partecipazione di oltre 300 persone.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto