In attesa del peggioramento. E intanto si contano già i danni. Da neve, in quota. Da pioggia in Valbelluna.
Tanto che è stato attivato il Ccs (Centro coordinamento soccorsi) e una trentina di Comuni hanno aperto il Coc (Centro operativo comunale).
A creare i danni maggiori è l’acqua. Le precipitazioni hanno attivato una frana sulla Feltrina (all’altezza di Quero) e una colata detritica a Canal (Feltre). Smottamenti di lieve entità sono presenti poi in diverse parti della provincia.
La pioggia abbondante, sommata a foglie e tombini intasati, sta creando qualche grattacapo. In Alpago (zona Paludi) si sono attivate le idrovore, mentre a Longarone, tra Dogna e Provagna, è esondato il Rio de la Crose, obbligando il Comune a chiudere la strada.
Proprio le strade rappresentano un problema, al momento. Sulla 48 delle Dolomiti, chiuso il tratto Brenta-Arabba per pericolo valanghe. Stesso discorso per il tratto Alverà-Ligonto. A Vas chiusa la galleria di Segusino. È in corso una valutazione per eventuali ordinanze restrittive ai non residenti. L’obiettivo è ridurre il traffico, per consentire ai mezzi di soccorso di transitare senza intoppi, e agli spazzaneve di fare il loro dovere.
Già, la neve: abbondante durante la notte e il primo mattino. Poi le temperature si sono alzate e al momento piove in molte località sotto i 1.200 metri. Anas durante la notte ha assicurato interventi continui per nevicate intense sulla 51, che rimane aperta fino a Cimabanche (chiuso il tratto del versante altoatesino). Controllo mezzi attivo in diverse zone, specialmente a Cortina e Cencenighe, per evitare il transito di camion.
Occhio anche alla situazione delle valanghe, con rischio molto elevato (grado 4). La neve pesante ha provocato qualche black-out.
Infine, chiusi i principali drive-in per tamponi. Va bene l’allarme Covid, ma oggi quanto meno, meglio guardarsi dal maltempo.





