Alla Schiara il ricordo dei soci CAI e degli Alpini del 7° Reggimento

Alla Schiara il ricordo dei soci CAI e degli Alpini del 7° Reggimento

Una cerimonia intensa, anticipata quest’anno al 13 giugno, ha riunito al rifugio 7° Alpini al Pis Pilon soci del CAI Belluno, familiari, amici e rappresentanti delle istituzioni per ricordare i soci “andati avanti” e gli Alpini del 7° Reggimento che contribuirono alla costruzione del rifugio, oggi a loro intitolato. Una mattinata di grande partecipazione, resa ancora più suggestiva dalla Schiara in una delle sue giornate più limpide.

In questo scenario di guglie e torri, don Roberto De Nardin ha celebrato la Messa alla presenza dei Carabinieri Forestali di Candaten, del Commissario del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, della sezione ANA di Belluno con vessillo e gagliardetti dei gruppi cittadini, oltre a molti appassionati di montagna.

Il momento più toccante è stato il ricordo dei soci scomparsi. Paolo Foppa, descritto dai familiari come romantico esploratore di cenge e viaz; Sergio Da Rold, legatissimo al Pis Pilon; Alessandra “Gnagna” Rotelli, erede di una famiglia profondamente intrecciata con la storia del CAI; Giuliano Da Riva, avvicinatosi alla montagna attraverso la fotografia, ricordato dal figlio Alberto, oggi responsabile del gruppo speleologico Solve; Roberto Sorgato, protagonista di imprese alpinistiche dalle Dolomiti all’Eiger; Mario D’Incà, naturalista colto e generoso, presenza costante nel Coro CAI Belluno.

Davanti alla statua della Madonna “Regina Alpinorum” è stato poi ricordato Giuliano Dal Mas, mentre nella chiesa di Santo Stefano, in città, si celebrava in contemporanea il rito ufficiale del commiato. Don Roberto e i rappresentanti della Sezione ne hanno sottolineato la figura, e il Commissario del Parco, Ennio Vigne, ha raccontato come Dal Mas avesse recentemente consegnato tutto il materiale storico sulla nascita del Parco, affinché non andasse perduto.

Se il suo corpo era in chiesa, il suo spirito sembrava muoversi tra le cenge della Schiara, che quel giorno brillava di riflessi dorati. I canti del Coro CAI, salito fin lassù, hanno accompagnato la celebrazione e il ricordo, tra commozione e gratitudine. Le ultime melodie hanno riportato serenità, evocando l’amore per la montagna e la forza dei suoi silenzi.

La giornata ha offerto anche un gesto di cura verso la memoria: un socio della Sezione ha ripristinato la targa dedicata all’aviatore Arturo Dell’Oro, posta nei pressi del rifugio e da tempo dimenticata. Un modo per restituire dignità a un luogo che custodisce storie, sacrifici e passioni della comunità alpinistica bellunese.

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