Prima il ricordo al cimitero monumentale delle vittime a Fortogna, poi la seduta del consiglio in municipio, infine la visita sulla diga: giornata dedicata all’omaggio del Vajont quella di ieri per i consiglieri regionali del Veneto, saliti a Longarone per ricordare la tragedia del Vajont in occasione del sessantesimo anniversario. Un appuntamento già fissato per lo scorso 4 ottobre, poi rinviato per il drammatico incidente di Mestre.
“Il Consiglio Regionale del Veneto ricorda la tragedia del Vajont e promuove la conservazione della memoria collettiva come presidio civico perché non si ripetano mai più simili disastri”: questo il titolo della risoluzione approvata all’unanimità dal consiglio; un documento che prevede l’impegno nella sensibilizzazione verso i più giovani su quanto accaduto il 9 ottobre 1963, nel coinvolgimento di enti, università e centri di ricerca per promuovere “azioni concrete volte a scongiurare un uso del territorio e delle risorse naturali che metta gli interessi economici davanti agli interessi delle comunità”, nel chiedere a Parlamento e Governo il mantenimento a Belluno degli atti del processo del Vajont.
Al cimitero di Fortogna, un minuto di raccoglimento davanti alla corona di fiori deposta da una delegazione del Consiglio già lo scorso 4 ottobre; è stato il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, a raccontare la storia del disastro e dei tanti oggetti, delle foto, dei materiali custoditi nel portale. “Prima il fragore dell’onda, poi il silenzio della morte, mai l’oblio della memoria”, recita la stele all’esterno del cimitero, e proprio sul tema della memoria si sono concentrati i consiglieri regionali.
Ha parlato di «storia di una tragedia annunciata» e di come il 9 ottobre sia «la Giornata nazionale in memoria delle vittime di disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo, ma forse sarebbe più corretto dire “causati dai deliri di onnipotenza dell’uomo”, leggendo la storia di questo disastro» il Presidente della giunta regionale Luca Zaia; anche il rapporto tra uomo e ambiente è quindi finito nelle riflessioni dei consiglieri saliti in provincia.





