Sarà inaugurato sabato mattina (16 maggio) il nuovo ponte sul Rui de la Crose, lungo la comunale che collega Dogna e Provagna. Un’opera attesa da anni dalla comunità di Longarone, realizzata da Veneto Strade dopo una serie di criticità legate agli eventi alluvionali che avevano danneggiato la struttura esistente. L’intervento, finanziato con fondi legati alla tempesta Vaia per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro, ha riguardato non solo la costruzione del nuovo viadotto ma anche la messa in sicurezza del canalone di deflusso dei detriti, uno dei punti più delicati della zona in caso di emergenza. Il nuovo ponte affianca quello preesistente e presenta una carreggiata a doppio senso di marcia con due corsie da 3,25 metri e banchine laterali da un metro, per una larghezza complessiva di 8,5 metri, in linea con la classificazione di strada locale extraurbana. La struttura è realizzata con un impalcato misto acciaio-calcestruzzo a campata unica, appoggiato su spalle alle estremità.
Accanto al viadotto, l’intervento ha incluso anche opere idrauliche e geologiche per la difesa del Rui de la Crose a monte e a valle della strada, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati al movimento di detriti e alle piene.
Per Longarone si tratta di un passaggio significativo sul fronte della sicurezza del territorio e dei collegamenti tra le frazioni. Il sindaco Roberto Padrin sottolinea come si tratti di un’operazione fondamentale per Dogna e Provagna, attesa da tempo e resa possibile attraverso i fondi Vaia, oltre a evidenziare il lavoro svolto da Veneto Strade e dall’impresa appaltatrice nel portare a termine l’opera.
L’inaugurazione di sabato sarà accompagnata da due momenti simbolici: al tradizionale taglio del nastro si affiancherà la conclusione del corso di muri a secco organizzato dal museo degli scalpellini di Castellavazzo, con finale al Circolo di Provagna, per una giornata pensata anche come occasione di comunità. Per il primo cittadino sarà un momento storico, legato anche al miglioramento della sicurezza in un’area che in passato ha mostrato criticità in situazioni emergenziali.





