Longarone Fiere, il rilancio è nelle mani di Maurizio Castro

Longarone Fiere, il rilancio è nelle mani di Maurizio Castro

Chiamatelo l’uomo delle missioni – quasi – impossibili. Maurizio Castro è il nuovo amministratore unico di Longarone Fiere Dolomiti, chiamato a prendere in mano l’ente in una delle fasi più complicate della sua storia recente. La decisione è arrivata in poche ore: una riflessione breve, poi il sì alla proposta dei soci pubblici guidati dal sindaco Roberto Padrin. Ma a una condizione precisa, quella di poter contare su una condivisione piena delle scelte, senza divisioni territoriali. Il contesto non lascia spazio a equivoci. Il capitale sociale è stato recentemente dimezzato per assorbire le perdite e il consiglio di amministrazione si è dimesso in blocco, aprendo una fase di incertezza. È qui che entra in gioco la figura di Castro, con un mandato chiaro: costruire il rilancio.

Un terreno che d’altra parte Maurizio Castro conosce molto bene. Manager con una lunga carriera tra industria e istituzioni, Castro si è formato ai vertici di grandi gruppi come Electrolux, ha guidato realtà pubbliche come l’Inail ed è stato alla direzione della Fiera di Vicenza, esperienza che rappresenta uno snodo significativo del suo percorso. Ma nel Bellunese il suo nome è legato soprattutto alle situazioni più delicate. Dalla gestione della crisi di ACC Compressors fino al lavoro per il rilancio della Ceramica Dolomite, dove è stato chiamato come figura di riferimento nei processi di ristrutturazione industriale. Un profilo costruito proprio nella capacità di intervenire quando le aziende rischiano di fermarsi.

Ora la sfida si sposta sul polo fieristico delle Dolomiti. L’idea, che Castro ha già fatto emergere, è quella di superare una visione limitata della fiera come semplice contenitore di eventi, per rafforzarne il ruolo come motore di cultura economica e territoriale, mantenendo però una forte identità. Sul tavolo restano i nodi più strategici: il futuro del patrimonio immobiliare, la ricostruzione di un piano industriale credibile e la necessità di allargare il perimetro delle alleanze, guardando sia alle realtà locali sia a quelle di dimensione più ampia.

Nei prossimi giorni sarà l’assemblea dei soci a formalizzare la nomina. Poi inizierà il lavoro più complesso: trasformare il business plan in un vero piano industriale e verificare le condizioni per un rafforzamento della base societaria. Per Longarone si apre così un nuovo capitolo. E ancora una volta, come già accaduto in altre crisi industriali del territorio, la scommessa passa dalle mani di chi, negli anni, ha fatto della gestione delle situazioni più difficili il proprio mestiere

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