Lotta al virus, in arrivo i vaccini Moderna e AstraZeneca

Lotta al virus, in arrivo i vaccini Moderna e AstraZeneca

Non più – solo – contagi e morti. Da qualche tempo il discorso pubblico riguardante la pandemia si è spostato verso varianti del virus e vaccini. Speranze e nuovi timori.

Non fa eccezione la provincia di Belluno, una delle aree più colpite dalla seconda ondata della pandemia e dove da qualche tempo gli indicatori del contagio sono in forte ribasso. Ma l’attenzione è massima: la nuova variante inglese di Sars – Cov2 è arrivata anche tra le Dolomiti. Lo conferma il Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 1 Dolomiti, in fondo al report settimanale sull’andamento del contagio: anche a Belluno, come nel resto del Veneto, il Covid di origine anglosassone rappresenta già il 20% dei casi.

La buona notizia è rappresentata dalla riattivazione della fornitura di vaccini. Nel Bellunese, spiega l’Usl, sono in arrivo dal deposito centrale di Mestre 1.000 dosi di vaccino Moderna (500 prime dosi e 500 seconde dosi) e 1.700 di AstraZeneca (850 prime dosi e 850 seconde dosi), così come previsto dal piano di ripartizione coordinato dalla Regione Veneto. Il siero di Moderna, specificamente previsto per i nati nel 1940 sarà somministrato nei cinque centri di vaccinazione drive-in di Belluno (ospedale San Martino), Alpago-Paludi, Feltre, Tai di Cadore e Agordo. Come per la classe di nascita 1941, gli 81enni del 1940 saranno convocati tramite lettera nel mese di marzo. Il vaccino sintetizzato da Astrazeneca è invece destinato ai lavoratori della scuola e dei servizi pubblici, escluse le persone con più di 55 anni o affette da patologie.

Per quanto riguarda la scuola, già allertato il dirigente scolastico provinciale, per la successiva divulgazione, sulle modalità della chiamata vaccinale. Docenti, dirigenti, personale Ata, potranno registrarsi entro giovedì 18 febbraio a un link dedicato, ricevendo successivamente la convocazione alla vaccinazione, che avverrà, a partire da domenica 21 febbraio, nei cinque drive-in territoriali.

Somministrate finora circa 14 mila dosi di vaccino Pfizer (di cui 7.700 prime dosi e 6.300 seconde dosi) e 200 prime dosi di vaccino Moderna.

Intanto sono 21 i nuovi casi positivi segnalati nelle ultime 24 ore dal Dipartimento di Prevenzione. Il numero dei bellunesi attualmente positivi scende a 512. I guariti invece 16.592. Ma si conta una nuova vittima.

Il report settimanale dell’Usl 1 conferma come la situazione sia buona, ma allo stesso tempo molto delicata. Negli ultimi sette giorni, infatti, il trend discendente dei contagi è stato interrotto da un paio di giorni nei quali i contagi sono tornati a salire. Segno che c’è ancora molto poco da scherzare. Anche perché la mappa sull’incidenza di contagi per mille abitanti nei singoli Comuni conferma che la battaglia non è ancora vinta. Certo la situazione non è paragonabile ai mesi di novembre e dicembre: ora quasi tutto il territorio bellunese è colorato di azzurro chiaro o di bianco. Ma ci sono alcune recrudescenze, in Cadore e Comelico, con Ospitale di Cadore che spicca con il suo colore viola: significa che lì è in atto un piccolo focolaio.

I bellunesi ospiti delle strutture ospedaliere sono al momento 81: 6 quelli in terapia intensiva. Situazione stabile rispetto alla settimana scorsa: la provincia di Belluno resta in area di rischio 3.

Il report settimanale dell’Ulss 1 Dolomiti sull’andamento del contagio
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