«L’ex Caserma Piave? Temiamo diventi un luogo di culto privato»

«L’ex Caserma Piave? Temiamo diventi un luogo di culto privato»

«Un centro culturale all’ex caserma Piave? Nutriamo grossi dubbi. Quando vedremo che l’associazione utilizza gli spazi solo nel giorno della preghiera, allora forse sarà chiaro a tutti l’obiettivo degli acquirenti». A dichiararlo è il segretario cittadino della Lega, Paolo Luciani, dopo che l’edificio è stato messo all’asta, in via provvisoria, dal Comune di Belluno. 

«L’unico soggetto ad aver presentato l’offerta è stato l’associazione culturale islamica Ibc – Insieme per il bene comune e il timore è che all’interno dello stabile si realizzi un luogo di culto. Come verranno gestiti ora gli spazi comuni? Intendiamo vigilare attentamente perché l’edificio non venga utilizzato come luogo di culto privato – aggiunge Luciani -. I nuovi proprietari non potranno disporre del bene a loro piacimento, ci sono norme urbanistiche precise che regolano dove e come possono essere realizzati gli spazi di culto, rispetto alle quali non si può fare finta di niente. Siamo molto delusi dal modo di fare di questa amministrazione». 

Secondo i leghisti, anche le associazioni già presenti all’interno dello spazio si erano dette contrarie all’alienazione di una porzione di fabbricato: «Si può affermare che il sindaco Jacopo Massaro e la sua giunta abbiano deliberatamente deciso di non ascoltare i cittadini coinvolti e di vendere lo stesso, sapendo chi fosse il soggetto interessato – prosegue Luciani -. Questa ha tutte le caratteristiche di una mossa pre elettorale ben studiata per compiacere una parte di elettorato, di sinistra. Noi non condividiamo né i metodi, né la scelta: non si può passare sopra in questo modo alla volontà delle persone. La preoccupazione, ora, è che si crei un precedente e che il complesso venga via via spezzettato perdendo così di valore e vincolando in questo modo l’amministrazione futura che dovrà vedersela con uno spazio diviso tra pubblico e privato». .

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