Una settimana fa Zoldo, Malga Ciapela e Falcade. Adesso tutta la provincia. Un grido silenzioso per far capire che la montagna sta morendo. È l’iniziativa messa in campo dagli operatori delle località turistiche e dello sci, a cui si associano commercianti, baristi, ristoratori e tutti coloro che non stanno lavorando per colpa del Covid e delle misure anti-contagio. Stavolta infatti il flashmob si allarga a diverse aree della provincia. E domattina (28 gennaio) alle 10 lo slogan “Lavoro o ristori” risuonerà anche in Valbelluna, nel Feltrino, in Alpago, in Cadore e in Agordino.
Sono nove i punti di ritrovo. La Piana di Falcade per la Val Biois, Piazzale Tamonic ad Agordo, il piazzale della cabinovia di Alleghe e quello di Pecol di Zoldo per il comprensorio Civetta. E ancora Pedavena (per il Monte Avena), il piazzale del Nevegal (per la Valbelluna), il parcheggio degli impianti di Monte Agudo (per Auronzo), Piazza Serantoni a San Vito e viale al lago a Farra d’Alpago.
«Confcommercio e Federalberghi Belluno Dolomiti supportano le iniziative volte a focalizzare l’attenzione politica e mediatica sulle gravi difficoltà che sta vivendo la nostra economia» fanno sapere le due associazioni. «Servono certezze e rispetto. La manifestazione sarà un modo civile e condivisibile per tenere alta l’attenzione anche sulla gravità della situazione economica e turistica del nostro territorio».





