Da una parte si risolvono i problemi di Soverzene, Ponte nelle Alpi e Andreane-aeroporto. Dall’altra c’è il rischio di spostare cavi e tralicci sopra altre zone e altri cittadini. Corre su questo filo (elettrico, a dir poco) la riunione del tavolo tecnico regionale, andata in scena stamattina. Sotto i riflettori, sempre lo stesso tema, che si trascina da quasi 10 anni. Vale a dire il progetto di razionalizzazione degli elettrodotti nella media valle del Piave (da Perarolo a Belluno).
Terna ha presentato i suoi numeri. Tralicci eliminati, cavi elettrici interrati a Ponte e Soverzene. Di fatto, una demolizione delle attuali linee aere per circa 98 chilometri, che saranno sostituite da 25 chilometri di cavo interrato e 70 in cavo aereo. A qualcuno basta così. Ma il resto del territorio?
LA PROVINCIA
È la posizione espressa dalla Provincia. Che ha immediatamente chiesto la convocazione di un altro tavolo tecnico. Una nuova riunione in cui Terna presenti tutti in una volta i suoi progetti sul Bellunese. Senza spezzettarli in piccoli interventi sulla stessa linea (la Lienz-Scorzè), tali da impedire una visione complessiva, e quindi una complessiva risoluzione della faccenda.
«Siamo molto soddisfatti che si possano finalmente risolvere i problemi annosi che gravano sui cittadini di Ponte nelle Alpi, Andreane e Soverzene. Ma abbiamo la necessità di analizzare tutti i piani di Terna che riguardano l’intero territorio provinciale; non vorremmo infatti che, completato questo intervento, nulla venisse fatto a valle, spostando i problemi su altri Comuni – il commento del presidente Padrin -. È per questo che abbiamo chiesto al tavolo, a Terna e alla Regione Veneto, di avere al più presto la documentazione riguardante tutti i progetti sul Bellunese. La logica di razionalizzazione e miglioramento delle reti elettriche, fondamentale per l’intero territorio, è un’occasione importantissima per risolvere i problemi di cavi aerei e tralicci che insistono sulle abitazioni e sui centri abitati. Bisogna però evitare di spostare il problema da una zona all’altra».
Dello stesso avviso anche il ministro Federico D’Incà, intervenuto sul tema. «Adesso è necessario ottenere le valutazioni sull’intera progettualità che riguarda la media valle del Piave per comprendere gli interventi necessari che saranno effettuati sulle linee della sinistra del Piave, sia sul versante del bellunese sia su quello del trevigiano. Le interlocuzioni con Terna proseguiranno e continueremo a seguire con attenzione i diversi tavoli che abbiamo avviato sugli importanti temi che interessano il nostro territorio».

BELLUNO
Nel capoluogo, come a Ponte e Soverzene, l’intervento previsto da Terna potrebbe essere risolutivo. Il sindaco Massaro lo sa bene. E difatti tira un sospiro di sollievo nell’apprendere che verranno interrati i cavi aerei previsti sopra Andreane. In questo modo si evitano problemi di sviluppo futuro dell’aeroporto. Anche Belluno però esprime dubbi.
«Siamo contenti di questa nuova affermazione di Terna, con l’intenzione di interrare la linea armandola a 220 kV: si tratta di una svolta epocale, un segnale di discontinuità totale dopo anni di discussione – dice Massaro -. Non abbassiamo però la guardia: non conosciamo ancora il dettaglio del progetto, dovremo esaminare gli elaborati tecnici, e resta ancora aperta la questione di fondo posta dalla Provincia, ossia la necessità di verificare se e come queste scelte ricadranno sugli altri Comuni interessati dall’opera. Siamo felici per il nostro risultato, ma siamo tutti interessati alla risoluzione dei problemi di tutti i cittadini che vivono vicino agli elettrodotti».

LIMANA
A Limana, invece, nessun sorriso. Anzi. «È positivo che Terna abbia lavorato per risolvere i problemi a monte del Piave. Ma noi siamo ancora al punto di partenza – dice il vice sindaco Edi Fontana -. Nonostante dieci anni di battaglie l’unico progetto che per ora abbiamo in mano è quello che prevede di armare a 380kV l’elettrodotto che passa in centro al paese, sopra le scuole elementari. Da anni chiediamo che siano valutate opzioni alternative ma non abbiamo mai avuto risposta. L’unica apertura arrivata da Terna è l’organizzazione a breve di un nuovo incontro con la Regione, per affrontare le varie problematiche. Ringrazio Padrin per aver esposto la necessità di un confronto complessivo. Ma resta l’amarezza per il modus operandi di Terna, che lavora per piccoli stralci, mettendo una contro l’altra le amministrazioni. Mi appello ai colleghi amministratori: restiamo uniti in questa battaglia».





