Il mercato del lavoro bellunese continua a crescere, ma con un ritmo più contenuto rispetto al 2025. È quanto emerge dalla Bussola Veneto Lavoro – agosto 2026, che analizza l’andamento dell’occupazione dipendente privata nei primi sette mesi dell’anno. Tra gennaio e luglio il Bellunese ha registrato 15.834 assunzioni, in aumento rispetto alle 15.276 dello stesso periodo del 2025. Un dato che colloca la provincia tra quelle venete in cui la domanda di lavoro è cresciuta, assieme a Venezia e Verona. Nonostante ciò, il saldo occupazionale si ferma a +1.366 posti di lavoro, contro i +1.686 registrati un anno fa. La crescita resta quindi positiva, ma risulta più debole rispetto al recente passato. Secondo Veneto Lavoro, il risultato va letto anche alla luce del confronto con il 2025, quando a Belluno si era registrato un incremento delle assunzioni legato all’avvio dei lavori e delle attività collegate ai Giochi olimpici e paralimpici invernali.
Belluno tra le province con il saldo più alto a luglio
Guardando al solo mese di luglio, il Bellunese conferma una buona tenuta. Le assunzioni sono state 2.708, sostanzialmente stabili rispetto alle 2.697 dello stesso mese del 2025. Il saldo occupazionale si è attestato a +1.206 posti di lavoro, contro i +1.262 di un anno fa. Si tratta del terzo miglior risultato del Veneto dopo Venezia (+2.218) e Verona (+834), e ben superiore a quello di province come Vicenza (+631) e Rovigo (+119). Treviso e Padova, invece, hanno chiuso il mese con un saldo negativo.
Veneto ancora positivo, ma l’industria rallenta
A livello regionale il saldo occupazionale dei primi sette mesi del 2026 si mantiene positivo con 79.648 posti di lavoro in più, un dato leggermente superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025 (+79.132). Le assunzioni hanno superato quota 400 mila. Il quadro generale, però, evidenzia segnali di rallentamento. A luglio il saldo regionale si è fermato a +3.415 posti, inferiore ai +3.694 dell’anno precedente. Veneto Lavoro attribuisce questa frenata soprattutto alla debolezza dell’industria e, in particolare, delle costruzioni, mentre continuano a trainare l’occupazione i servizi e il turismo.
Cresce la domanda di lavoro, ma il saldo cala
Il caso bellunese fotografa bene questa fase: le aziende continuano ad assumere, ma il saldo occupazionale si riduce rispetto al 2025. Un andamento che conferma un mercato del lavoro ancora dinamico, pur in un contesto economico più incerto e dopo l’effetto straordinario prodotto dagli investimenti e dai cantieri legati alle Olimpiadi invernali.





