Lago di Santa Croce, la Regione convoca un tavolo: «Strategia condivisa sull’acqua»

Lago di Santa Croce, la Regione convoca un tavolo: «Strategia condivisa sull’acqua»

Un tavolo con tutti i soggetti chiamati a decidere sul futuro del Lago di Santa Croce. È la proposta lanciata dalla Regione Veneto per affrontare una situazione sempre più complessa, segnata dall’abbassamento del livello del bacino e dalla crescente difficoltà di conciliare le diverse esigenze del territorio. L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, durante un sopralluogo ad Alpago, dove ha potuto verificare direttamente le condizioni del lago, alle prese con gli effetti di una prolungata scarsità d’acqua.

Secondo l’assessore, la gestione della risorsa idrica non può più essere affrontata separatamente dai singoli soggetti coinvolti. Da qui la volontà della Regione di promuovere un coordinamento che metta attorno allo stesso tavolo enti, istituzioni e gestori interessati. «Per poter dare risposta a tutte le esigenze del territorio, la Regione del Veneto vuole mettere tutti i soggetti che possono decidere al riguardo intorno a un tavolo», ha spiegato Venturini. «In questo momento di evidente difficoltà dobbiamo collaborare e fare fronte comune, individuando sia soluzioni operative nell’immediato sia interventi strutturali nel medio e lungo periodo».

Il Lago di Santa Croce rappresenta infatti un punto di equilibrio tra interessi diversi: dall’approvvigionamento idrico dei territori a valle alle esigenze turistiche e ambientali dei comuni rivieraschi, passando per la produzione idroelettrica e la disponibilità d’acqua necessaria per le attività di protezione civile e antincendio. «Qui convergono varie istanze e non possiamo procedere per compartimenti stagni», ha sottolineato l’assessore, evidenziando come la situazione sia resa ancora più delicata dagli effetti del cambiamento climatico.

Temperature in aumento, precipitazioni sempre più irregolari e una minore disponibilità di neve durante l’inverno stanno infatti riducendo progressivamente le riserve idriche del territorio. Una sfida che, secondo la Regione, richiede un cambio di approccio e una maggiore collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. «C’è il massimo impegno da parte nostra, ma dobbiamo essere consapevoli che la disponibilità d’acqua sta diminuendo», ha concluso Venturini. «Per questo è necessario affrontare insieme questa sfida e costruire una gestione sempre più sostenibile della risorsa».

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