Escursioni in montagna: si può. Ma rimane sempre valido l’invito alla prudenza, accompagnato dal rispetto delle direttive anticontagio. Il Soccorso Alpino è categorico: «La “fase 2” appena iniziata deve vederci partire con assoluto rispetto delle norme vigenti, gradualmente e all’insegna della prudenza».
L’ordinanza 3 maggio della Regione Veneto allenta parecchio le maglie del lockdown. Di fatto, è consentito passeggiare, correre e andare in montagna, all’interno dei confini regionali. Tradotto, ci si può spostare anche distante dalla propria abitazione. E poi, «per coloro che svolgono attività motoria intensa non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica intensa, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività stessa», così recita il punto 3 del documento regionale.
Il Soccorso Alpino però preferisce andare cauto. Montagna sì, ma con prudenza. «Sconsigliamo di muovervi da soli: informate sempre qualcuno dei vostri spostamenti e tempi presunti di rientro, avvertendo in caso di cambiamenti nel programma – fanno sapere dalla delegazione bellunese -. Usciamo da quasi due mesi di scarsa attività, quindi ripartite con uscite alla portata, senza superare i vostri limiti. I rifugi continuano a essere chiusi, i bivacchi possono accogliere le persone solo in caso di emergenza e “l’accesso equivale all’assunzione di responsabilità per l’utente del rischio di contagio da Covid-19, non essendo luoghi controllati” si legge in una nota del Cai Veneto. In caso di necessità, contattare il 118. Le nostre squadre, come già avvenuto durante la prima fase, risponderanno a ogni eventuale chiamata di intervento».





