Ennesima truffa nei computer dei bellunesi. Dopo il messaggino che arriva sullo smartphone («C’è una comunicazione per te», torna la truffa del messaggino), ecco la mail che annuncia la mancata protezione dell’account. E ovviamente, spilla soldi.
Occhia aperti e antenne dritte. Perché la truffa in questione si presenta come una normalissima mail. L’oggetto attira subito l’attenzione: “Il tuo account iCloud non è protetto”. E il malcapitato va subito ad aprire il messaggio.
A questo punto, si trova di fronte una grafica che sembra proprio quella di iCloud, il sistema di archiviazione di foto e file. E il messaggio prosegue: “Volevamo informarti che hai utilizzato tutto lo storage disponibile nel tuo account. Se si esaurisce lo spazio, alcuni servizi possono essere interrotti ed è importante evitare di perdere dati preziosi. Si corre il rischio di avere i dati cancellati».
Tanto basta per mettere in allarme chi ingenuamente crede al messaggio. E qui scatta la truffa. Perché viene proposta una apparentemente facile soluzione. “L’aggiornamento è una soluzione semplice ed economica che ti darà accesso alle funzionalità aggiuntive. Inoltre, quando esegui l’aggiornamento, riceverai 50 GB di spazio di stoccaggio”.
Chi utilizza iCloud sa benissimo che i 5 giga iniziali finiscono presto e bisogna poi fare un abbonamento per aumentare lo spazio a disposizione. Ed è quello che propone la truffa. Con tanto di pulsantone colorato da premere. “Per risolvere il problema, aggiorna le informazioni di pagamento premendo il pulsante qui sotto” dice la mail. “Non aspettare, aggiorna ora e assicurati che i tuoi dati siano sempre al sicuro”.
Ecco, bisogna fare l’esatto contrario, perché dietro il pulsante c’è una pagina web che ruba dati e iscrive automaticamente a servizi a pagamento non richiesti. Che fare? Non premere assolutamente il pulsante e cancellare la mail. Ci sono alcuni indizi per capire che si tratta di una truffa: l’indirizzo da cui arriva il messaggio, che non c’entra nulla con iCloud. E poi una serie di errori di grammatica disseminati nel testo della mail. I truffatori sono spesso sgrammaticati, anche perché traducono in un pessimo italiano messaggi che partono sempre più spesso dall’Est Europa. Quindi, prestare attenzione.





