Il controllo dei pacemaker è da remoto: «Modello di cura innovativo»

Il controllo dei pacemaker è da remoto: «Modello di cura innovativo»

Ora il controllo dei pacemaker avviene in remoto. Con conseguente risparmio di tempo ai pazienti, e ai loro accompagnatori, e di ottimizzazione delle richieste di visite. 

Con il termine “monitoraggio remoto” si intende la verifica periodica del funzionamento, dei parametri elettrici e degli eventi aritmici registrati dai dispositivi cardiaci impiantabili (Dci), senza che il paziente sia fisicamente presente nell’ambulatorio. 

In Ulss Dolomiti, le persone monitorate con pacemaker sono 920.

In questo modo, lo specialista, a seconda della tipologia del paziente, può programmare una frequenza diversa dell’invio dei dati per monitorare meglio le condizioni cliniche: «Il monitoraggio da remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili è una delle attività di telemedicina che si stanno ulteriormente implementando», rimarca la direttrice generale Maria Grazia Carraro. «La recente pandemia ci ha spinto a sviluppare modelli di cura innovativi con l’obiettivo di garantire sicurezza e monitoraggio per il paziente, grazie alla tecnologia oggi disponibile».

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