La scadenza delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche nel 2029 «non ci deve trovare impreparati». Con queste parole l’assessore regionale al Demanio idrico e alla Montagna, Dario Bond, annuncia l’avvio di un percorso strategico per il futuro della montagna veneta e in particolare della provincia di Belluno.
Ieri (30 dicembre) nella sede della Regione a Mestre, Bond ha incontrato i dirigenti della Difesa del Suolo, dei Servizi forestali e degli Uffici territoriali (Genio civile) per fare il punto sull’attuazione della Legge regionale 24/2022 e del D.Lgs. 79/1999. «Ho chiesto di istituire con urgenza una cabina di regia – spiega Bond – che avrà il compito di finalizzare la procedura di assegnazione delle concessioni in scadenza».
Secondo l’assessore, la Direzione regionale Difesa del Suolo ha già avviato la procedura per i provvedimenti attuativi previsti dalla legge, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e la Provincia di Belluno. Tra le proposte condivise: la valutazione del prevalente interesse pubblico a un diverso uso delle acque e le linee guida per la relazione di fine concessione.
«L’attivazione della cabina di regia è un passaggio strategico – sottolinea Bond –. Per un territorio che da sempre contribuisce in modo determinante alla produzione di energia idroelettrica, questa fase può tradursi in un maggiore riconoscimento del valore delle risorse locali e in ricadute concrete per le comunità. Vogliamo che le scelte mettano al centro l’interesse pubblico, la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile. La montagna ha bisogno di regole chiare e decisioni lungimiranti».





