I 160 anni dell’Esercito: «Insostituibile contributo alla difesa della pace»

I 160 anni dell’Esercito: «Insostituibile contributo alla difesa della pace»

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del responsabile del dipartimento provinciale di Fratelli d’Italia, Alessandro Farina 

Celebriamo oggi l’Esercito Italiano, come diceva uno spot di alcuni anni fa: l’Esercito degli Italiani.

Tutto iniziò il 17 marzo del 1861, con un provvedimento del ministro della Guerra Manfredo Fanti che decretava la fine dell’Armata Sarda; Il piccolo esercito regionale del Re di Sardegna non era più sufficiente ad assolvere i complessi compiti di controllo e difesa che invece avrebbe dovuto affrontare il nuovo esercito a base nazionale. 

L’avvento del professionismo militare si concretizzò in seguito alla Legge 226 del 2004 che sospese il servizio di leva a partire dal 2005, lasciando però una piccola percentuale di donne e uomini in ferma prefissata dai due ai quattro anni prima del successivo transito nei quadri permanenti.

È chiaro che in centosessant’anni il personale ha sempre costituito la componente più importante del complesso mondo gerarchizzato, lo è ancora più oggi nel periodo storico e direi epocale, che stiamo attraversando.

Quest’anno un pensiero particolare va a tutte le donne e gli uomini che, in questi mesi difficili per la nostra società, si sono contraddistinti sempre in prima linea in un impegno costante e diversificato per contenere e contrastare la diffusione del Covid-19. In continuità ideale con i principi e i valori che ispirarono i soldati del passato, di cui il nostro territorio ne è tangibile testimonianza con le Dolomiti e il Piave, anche gli alpini in armi bellunesi hanno operato con quotidiana abnegazione.

Chiamati in supporto alle strutture ospedaliere locali con l’impiego dei propri medici e infermieri, oltre ai presidi sanitari e l’allestimento degli ospedali da campo.

Rispondendo alle richieste pervenute dalle Prefetture di vari comuni, l’Esercito ha messo a disposizione il proprio personale per il controllo del territorio e l’applicazione delle misure di contrasto e contenimento dell’epidemia con i nuclei degli operatori nbc – personale specializzato chiamato ad intervenire in situazioni di fondato pericolo di contagio da sostanze nucleari, biologiche e chimiche – nelle strutture scolastiche e pubbliche.

Abbiamo ancora vive le impressionanti e drammatiche immagini dei camion incolonnati per le vie di Bergamo che nella sera del 18 marzo 2020 hanno attraversato la città trasportando i feretri delle vittime del virus. Il loro compito non si è fermato qua; con l’arrivo delle prime dosi di vaccino – operazione “Eos” – i militari hanno garantito il presidio al hub intermodale di Pratica di Mare dal rischio di furti e possibili atti ostili, garantendo successivamente anche il trasporto delle fiale ai punti di distribuzione allestiti sul territorio nazionale, grazie ai propri vettori.

Un impiego a favore della sicurezza pubblica, che si è aggiunto alla già avviata operazione Strade Sicure garantendo una presenza capillare sul territorio nazionale contribuendo fattivamente alla realizzazione di un ambiente più sicuro con grande sforzo umano e tecnico.

Riteniamo l’Esercito Italiano una risorsa per questo paese di cui non si può fare a meno, ma non solo, della professionalità dei nostri soldati ne vanno a beneficiare anche stati al di fuori dei confini europei dove ancora i processi di pace sono fragili o le formazioni di governi stabili e democratici rimangono ancora in fase di decollo.

Il Dipartimento provinciale vuole porgere un pensiero particolare a tutte le donne e gli uomini del 7′ Reggimento Alpini di Belluno che, anche in questa giornata, sono impiegati in servizio in Italia e fuori dai nostri confini nazionali; sicuri, che il loro operato fornito in silenzio è un insostituibile contributo alla difesa della pace e della stabilità democratica, sempre al servizio della Patria e della comunità

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