“Green Deal 2030”, entra nel vivo il progetto per costruire il futuro del Cadore

“Green Deal 2030”, entra nel vivo il progetto per costruire il futuro del Cadore

Il rilancio del Cadore? Passa attraverso “Green Deal 2030”. Ovvero il grande progetto elaborato un anno fa dalla Magnifica Comunità, che punta ad elaborare in modo partecipato e condiviso i temi che saranno al centro degli investimenti per lo sviluppo e il rilancio del territorio cadorino nei prossimi dieci anni, e che ora entra decisamente nel vivo. Puntando ad immaginare il Cadore di domani.

Sabato 22 maggio, infatti, partiranno 14 tavoli tematici (in live streaming dalle 10 sui canali social di “Green deal Cadore” e “Magnifica comunità”) dai quali emergerà il modello di sviluppo territoriale dei prossimi dieci anni. Quale strada intraprendere, insomma. «Una strada da decidere assieme, per un futuro sostenibile, inclusivo e digitale – come ha evidenziato il presidente della Magnifica Comunità ieri nella conferenza stampa di presentazione ospitata a Palazzo Balbi – ci aspettiamo molto da questo percorso, che sarà la base per il lavoro che verrà poi».

Si parte, intanto, con il piede giusto. Sono oltre 220 le persone già iscritte. Energie giovani, coordinate da giovani. All’orizzonte un futuro di grandi opportunità. A cominciare dalle olimpiadi invernali del 2026, ma prima ancora, per esempio, i mondiali di canoa ad Auronzo, nel 2023. Ma per poterle cogliere, serve l’impegno di tutti. “Green Deal Cadore” ci prova davvero, mettendo assieme Comuni, Unioni Montane, Provincia, Regione, associazioni di categoria, imprenditori, associazioni di volontariato, Diocesi. «A tutti – continua Bortolot – abbiamo chiesto di segnalarci alcuni nominativi per la partecipazione ai tavoli tematici. Tra i relatori ci sarà il medico Giustina De Silvestro, direttore del Servizio Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ma cadorina nell’anima. «Un Green Deal serve anche nella sanità – le sue parole – ripensandola sul fronte delle competenze, degli incentivi al personale, del sistema di emergenza-urgenza. Tutti elementi che vanno a influire sullo spopolamento. Eppure ci sono tanti giovani che vorrebbero poter restare nel territorio, lavorare dove sono nati e cresciuti. Dobbiamo dare loro questa opportunità, che non significa solo stipendi più alti, ma anche, per esempio, una ricettività più confortevole».

Contrastare lo spopolamento è la parola d’ordine. Anche per la Regione: «Anche il Cadore, come il resto della montagna veneta – spiega l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin – ha bisogno di interventi che non contrastino con la necessaria attenzione ambientale e la tutela paesaggistica e siano in equilibrio con la necessità di garantire l’accesso alle valli con una rete di trasporti adeguata, fornire servizi per i residenti e i turisti al passo coi tempi. Gli strumenti di oggi offrono la possibilità per farlo in modo sostenibile e veramente innovativo nell’ambito di una transizione verde e digitale. Purtroppo i Mondiali si sono svolti a porte chiuse, però nel 2026 ci sono le Olimpiadi. Il territorio ha dovuto affrontare prima Vaia e poi la pandemia, ma ha reagito. Non posso che complimentarmi con la Magnifica per essersi mobilitata e aver lanciato questo progetto che si pone l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e di mettere in campo azioni volte alla rinascita».

“Green Deal 2030” troverà spazio nel rinnovato Piano strategico provinciale a cui sta lavorando Palazzo Piloni e che sarà pronto entro fine anno. Lo assicura il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: «Mai come adesso abbiamo di fronte la prospettiva concreta di avere tante risorse economiche. Per utilizzarle al meglio la condivisione di obiettivi e strumenti è fondamentale. Le Olimpiadi saranno un punto di partenza, ma è il dopo quello che davvero ci interessa e sul quale dobbiamo lavorare, calibrando gli investimenti perché abbiano una ricaduta per il futuro del nostro territorio».

L’evento del 22 maggio si potrà seguire online registrandosi sul sito www.greendealcadore.com

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