Più di seimila frane attive e una viabilità che avrebbe bisogno di oltre mezzo miliardo di euro per essere messa in sicurezza. È da questi numeri che parte l’affondo di Alleanza Verdi Sinistra in provincia di Belluno, che accende i riflettori sulle criticità del territorio e sui fondi necessari per affrontarle.
Secondo il movimento politico, la situazione del Bellunese resta estremamente fragile dal punto di vista idrogeologico. Nel territorio provinciale si contano infatti migliaia di frane attive, tra cui anche quella del Tessina, considerata la più grande frana d’Europa.
A fronte di questo quadro, l’assessore regionale alla Protezione civile Giampaolo Bottacin e l’assessore provinciale competente Massimo Bortoluzzi hanno stimato che servirebbero circa 530 milioni di euro per mettere in sicurezza l’intera rete della viabilità provinciale, una cifra che, secondo Avs, difficilmente potrà essere reperita in tempi brevi.
Da qui la critica politica sulle priorità degli investimenti. Nel mirino finisce in particolare la pista da bob realizzata a Cortina d’Ampezzo in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Secondo Avs, considerando demolizione e ricostruzione dell’impianto, l’opera avrebbe comportato una spesa superiore ai 120 milioni di euro, a cui si aggiungerebbero ulteriori interventi di manutenzione già necessari dopo le prime competizioni disputate.
«La Regione Veneto e il suo presidente Luca Zaia avevano presentato le Olimpiadi come una grande opportunità per il territorio», sottolinea il movimento. «Ma mentre si investono cifre ingenti per opere come la pista da bob, la viabilità che porta a Cortina resta in condizioni critiche».
Tra le situazioni più delicate viene citata la Strada statale 51 di Alemagna, asse fondamentale per i collegamenti tra il Cadore e l’Ampezzano. Proprio lungo questa arteria, ricordano da Avs, la scorsa estate si sono verificati nuovi episodi legati a fenomeni franosi. Secondo le stime riportate nel comunicato, servirebbero altri 170 milioni di euro per intervenire nei punti più critici, tra cui le aree di Cancia, Fadalto e San Vito di Cadore, dove per alcuni interventi mancherebbe ancora un progetto definitivo.
Le critiche riguardano anche la Strada regionale 203 Agordina, collegamento strategico per l’Agordino e per centinaia di pendolari, tra studenti e lavoratori diretti anche agli stabilimenti di Luxottica. Già anni fa, ricordano da Avs, erano stati stimati circa 40 milioni di euro per spostare alcuni tratti della carreggiata lontano dalle pareti rocciose più instabili, ma gli interventi non sono mai partiti e nel frattempo i costi sarebbero aumentati.
Nel comunicato trovano spazio anche riferimenti ad altre opere legate al contesto olimpico, come la cabinovia Apollonio-Socrepes, su cui – ricorda Avs – pende un’indagine della Procura della Repubblica di Belluno relativa alle procedure autorizzative.
Da qui la conclusione polemica: «Viene da chiedersi dove fossero gli amministratori locali quando si decidevano investimenti per grandi opere che, secondo noi, lasciano poco al territorio, mentre restano irrisolti problemi strutturali come la sicurezza delle strade nelle valli bellunesi».
Foto d’archivio





