Frane, allagamenti, grandinate: nel 2023 quattro eventi meteo estremi

Frane, allagamenti, grandinate: nel 2023 quattro eventi meteo estremi

Il clima cambia piuttosto in fretta: dieci anni fa nessuna grandinata distruttiva, nessuna frana; lo scorso anno invece sono stati ben quattro gli eventi meteo estremi registrati nel Bellunese. Certo, dopo Vaia tutto viene ridimensionato. Ma i numeri non mentono. Sono quelli dell’Osservatorio nazionale città clima di Legambiente. E non sono dati trascurabili, anzi.

GLI EVENTI 2023 

Tutti ricorderanno le immagini della tromba d’aria del Comelico. Era il 19 luglio, tardo pomeriggio. Una serie di tempeste di vento e grandine si sono abbattute su tutto il Nordest. E particolarmente colpito fu il Cadore dove le raffiche di vento hanno abbattuto centinaia di alberi.

Altro evento facile da ricordare – se non altro per la rilevanza mediatica avuta – è quello di Cortina che costrinse l’evacuazione di una settantina di turisti e tenne bloccato il Passo Tre Croci per diversi giorni. Il 29 agosto, infatti, sul passo si verificò una colata detritica importante e la strada venne riaperta solo dopo l’esecuzione di lavori di messa in sicurezza da parte della Provincia (per circa 300mila euro).

Prima, il 18 agosto, c’era stata una violenta grandinata in Valbelluna, l’ennesima dell’estate, con danni ingenti tra Santa Giustina e Cesiomaggiore dove è stato distrutto il lavoro di un intero anno, annullando il raccolto. E prima ancora, a metà giugno, l’esondazione di un rio a Levego.

PRIMA DEL 2023

La frequenza con cui si ripetono questo genere di eventi, soprattutto nei mesi estivi, è significativa. I dati dell’Osservatorio mostrano caselline vuote per diversi anni. Ma negli ultimi c’è sempre qualcosa da rilevare. Nel 2022 la tromba d’aria che ha scoperchiato il tetto della scuola Duca d’Aosta a Cortina (il 5 giugno), e quella di metà settembre che ha fatto danni a Ponte nelle Alpi, senza contare la frana che ha bloccato l’Alemagna a Fiames a inizio agosto. Nel 2020 la tromba d’aria a Canale d’Agordo (a inizio febbraio), gli allagamenti in Alpago a dicembre e quelli a Cortina nel cuore di agosto. Senza contare le colate detritiche di Acquabona e le vittime del maltempo, a Cortina e San Vito negli anni precedenti.   

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