Francia e Germania alleate di guerra: che fine fa l’Unione Europea?

Francia e Germania alleate di guerra: che fine fa l’Unione Europea?

Pubblichiamo la seconda e ultima parte di un saggio politico del professor Giovanni Campeol (qui la prima parte La nascita del militarismo franco-tedesco e la morte dell’Unione Europea).

 

Lo scenario geopolitico prospettato con il Trattato di Aquisgrana è quello di rafforzare l’area centrale europea. L’Italia verrà chiamata a farne parte, non come Stato indipendente, ma come nazione obbediente e spogliata dei suoi asset economici fondamentali e della grande produzione industriale. Italia, quindi, come grande “parco divertimenti” per i francesi, ma soprattutto per i tedeschi che vogliono godere dell’immenso patrimonio culturale.

Scenario che però dovrà fare i conti con il Gruppo di Visegrád, patto nato nel 1991 tra Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia con obiettivi di esplicito sostegno economico e anche di difesa militare comune. Infatti queste quattro nazioni nel secolo scorso hanno subito ben due invasioni devastanti: quella della Germania nazista e successivamente quella dell’Unione Sovietica. Ovviamente il Gruppo di Visegrád, pur facendo parte della Ue, aveva già capito benissimo la debolezza di questa “espressione geografica”.

Diversamente il Trattato di Aquisgrana ha un’impostazione di tipo egemonico, con un forte accenno militarista; se si analizza il contenuto di alcuni articoli di questo trattato ci si può rendere chiaramente conto di tutto ciò.

Tralasciando le premesse, infarcite delle classiche frasi sulla cooperazione, la coesione, la pace e financo la sostenibilità ambientale, l’art. 1 afferma che Francia e Germania «[…] promuovono una politica estera e di sicurezza comune efficace e forte […]». Ciò vuol dire che la difesa militare in Europa è compito di Francia e Germania, in quanto la prima possiede le armi atomiche e la seconda l’organizzazione militare e industriale.

Gli altri Stati della Ue devono pertanto adeguarsi alla superiorità militare dell’asse franco-tedesco senza opporre resistenza.

Nell’art. 3 si ribadisce nuovamente il tema della difesa militare comune tra Francia e Germania che dovranno approfondire «[…] la loro cooperazione in materia di politica estera, difesa, sicurezza esterna e interna […]». Non solo, ma il Trattato stabilisce che le due nazioni si impegnano a consultarsi «[…] per definire posizioni comuni su qualsiasi decisione importante che incida sui loro interessi comuni e per agire congiuntamente ogni qualvolta possibile […]».

Il tema della sicurezza militare franco-tedesca emerge in pieno leggendo il primo capoverso dell’art. 4 nel quale esplicitamente si definiscono i termini per una difesa comune. Infatti si afferma che Francia e Germania «[…] si prestano reciprocamente aiuto e assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione, comprese le forze armate, in caso di aggressione armata contro il loro territorio […]». 

Al terzo capoverso sempre dell’art. 4 i due Stati «[…] si impegnano a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le loro forze armate al fine di stabilire una cultura comune e di effettuare dispiegamenti congiunti […]» e sono disponibili a fare altrettanto con quegli Stati che si vogliono aggregare ma come subalterni a Francia e Germania. Infatti questi due Stati «[…] stanno intensificando lo sviluppo di programmi comuni di difesa e la loro estensione ai partner […]».

L’impianto militarista in questo trattato è ulteriormente confermato quando si afferma che «[…] i due Stati svilupperanno un approccio comune alle esportazioni di armi per quanto riguarda i progetti comuni […]».

Infine per organizzare anche formalmente questa alleanza militare, Francia e Germania «[…] istituiscono il Consiglio franco-tedesco per la difesa e la sicurezza quale organo politico per orientare questi impegni reciproci. Il Consiglio si riunirà al più alto livello a intervalli regolari […]».

Con il Trattato di Aquisgrana del 2019, quindi, Francia e Germania danno per esaurito il ruolo della Nato (in cui la funzione di garante della pace europea per oltre settant’anni è stata in capo agli Usa) e ritengono che la Ue non sia adatta per una difesa militare comune in forma cooperativa e coesa. Quindi meglio “usare” l’Europa per dominarla economicamente e militarmente.

Ancora una volta bisogna dare atto alla Gran Bretagna di aver avuto una visione strategica lungimirante e coraggiosa: ieri, nei primi anni della seconda guerra mondiale, nell’opporsi da sola all’aggressione scatenata della Germania nazista; oggi uscendo dalla Ue.

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