Filiera forestale bloccata dal virus. E ci sarebbero ancora gli schianti di Vaia

Filiera forestale bloccata dal virus. E ci sarebbero ancora gli schianti di Vaia

Tutto fermo. Anche le imprese forestali. E con i lavori post-Vaia appena avviati (o da cominciare subito dopo l’inverno) è un danno doppio. «Si rischia di compromettere non solo un’intera stagione, ma anche tutta la filiera». È l’sos lanciato da Dario Scopel. Il sindaco di Seren del Grappa ha scritto a ben tre ministri (Sviluppo Economico, Politiche Agricole e Autonomie). Un messaggio forte e chiaro: si sblocchi la situazione. Tra l’altro, è il messaggio anche del Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive.

«I tempi sono strettissimi e i piani di taglio e distribuzione non potranno essere rispettati se lo stop in atto dovesse prolungarsi ancora, mettendo così a repentaglio l’intera stagione produttiva – premette Scopel -. E questo non solo per quanto riguarda la produzione di legna da ardere, ma anche il legno cippato destinato alle caldaie, alle reti di teleriscaldamento o di cogenerazione e l’approvvigionamento delle filiere degli imballaggi in legno (i pallet, ndr), fondamentali per molti altri settori compresi quello alimentare e farmaceutico».

Oltre alla stagionalità della legna, c’è anche la questione Vaia sul tavolo. Impossibile dimenticarla. «Nei nostri boschi noi siamo ancora alle prese con i drammatici effetti della tempesta di fine ottobre 2018 – continua Scopel -. I programmi di recupero degli schianti sono stati completati solo parzialmente e il materiale a terra è ancora moltissimo. Se dovessimo perdere altro tempo, è molto probabile che la situazione degeneri rapidamente anche sul piano della diffusone di alcuni parassiti come il bostrico, con ulteriori gravissimi danni anche alle piante ancora in vita. Al pregiudizio economico per le imprese del settore e per le casse comunali si aggiungerebbe a questo punto anche un grave danno sul piano ambientale e botanico. Chiedo ai ministri competenti di intervenire immediatamente per sbloccare la situazione e rendere le imprese del settore forestale nuovamente operative, così come accade per le “gemelle” del comparto agricolo. Lo scenario che si va prospettando a breve termine è drammatico, con gravi conseguenze anche sul piano turistico».

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