Un fiore che cura: due nuovi ecografi grazie alla donazione per Daria

Un fiore che cura: due nuovi ecografi grazie alla donazione per Daria

L’Oncologia dell’ospedale di Belluno e il Distretto di Cortina possono ora contare su strumentazioni di fascia altissima, consegnate ieri all’Azienda sanitaria alla presenza del commissario Giuseppe Dal Ben e dei rappresentanti dell’associazione. Un gesto nato dalla campagna “Un fiore per Daria”, voluta per trasformare il ricordo della giovane vicepresidente scomparsa a 39 anni in un aiuto concreto ai pazienti più fragili.

La donazione ha permesso all’ingegneria clinica dell’Ulss di acquisire due tecnologie pensate per migliorare la tempestività diagnostica e l’umanizzazione delle cure. Il primo strumento è un ecotomografo multidisciplinare Samsung V6, del valore di circa 33 mila euro: immagini ad altissima risoluzione, tecnologia beamforming, trasduttori a singolo cristallo e algoritmi di intelligenza artificiale in grado di classificare i noduli, calcolare indici epatici e supportare valutazioni cardiache in pochi secondi. Una piattaforma che può ridurre fino all’80% i tempi di lavoro dei professionisti.

Il secondo dispositivo è il sistema ecografico Cerbero 4.0, una sonda wireless ultra-portatile completa di tablet e borsa da trasporto. Una tecnologia pensata per la prossimità: consente ai medici di eseguire esami diagnostici direttamente al letto del paziente o a domicilio, portando la qualità dell’ecografia avanzata anche fuori dagli ambulatori.

Per il commissario Dal Ben, la donazione «rappresenta un contributo di straordinario valore, non solo tecnologico ma umano e sociale». E aggiunge: «L’innovazione che accogliamo oggi si inserisce perfettamente nella nostra visione di una sanità centrata sulla persona. La generosità dell’associazione e dei cittadini si è trasformata in uno strumento di cura reale che qualifica ulteriormente la nostra assistenza oncologica e territoriale».

Profondo il significato anche per Never Give Up. Il presidente Alessandro Zardini ricorda lo spirito che ha guidato la campagna: «Daria non voleva fiori recisi, ma un prato capace di sbocciare ogni giorno nelle corsie d’ospedale. Ogni donazione è stata un fiore che oggi parla di lei, del suo sorriso e della sua vicinanza a chi soffre. Un gesto che dice ai pazienti che non sono soli».

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