Nei primi nove mesi del 2025 l’export bellunese resta sostanzialmente stabile: -0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Treviso – Belluno, che fotografa un territorio a due velocità: l’occhialeria rallenta, mentre la filiera del freddo accelera con forza.
Occhialeria: pesa il crollo verso gli Stati Uniti
L’occhialeria, che da sola vale i tre quarti dell’export provinciale, chiude i nove mesi con un -4,3%. Il dato più pesante arriva dagli Stati Uniti, primo mercato di riferimento: le vendite scendono da 690 a 413 milioni di euro (-40,1%). Una flessione che riflette sia l’andamento del mercato sia i riassetti organizzativi della filiera. Segnali positivi arrivano invece dall’Europa: Francia (+1,8%) e Germania (+6,3%) tornano a crescere. Bene anche Messico, Paesi Bassi e Spagna.
Filiera del freddo: macchinari ed elettronica in forte crescita
A compensare il rallentamento dell’occhialeria è la filiera del freddo, che corre a ritmi sostenuti. I macchinari industriali crescono del +14,4%, mentre elettronica, sensoristica e apparecchi medicali volano a +79,3%. A trainare è soprattutto il mercato statunitense: per i macchinari, le vendite passano da 6,5 a 18,4 milioni (+183,1%). In forte recupero anche Germania e Francia, dopo le flessioni del 2024. In aumento pure il tessile-abbigliamento (+3,6%).
Pozza: “Diversificare i mercati è la chiave”
«Le dinamiche dell’export bellunese confermano quanto sia importante diversificare i mercati» commenta Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno|Dolomiti. «Le imprese devono continuare a presidiare i mercati storici, ma anche aprirsi a nuove aree, soprattutto in un contesto geopolitico incerto». Pozza ricorda anche il lavoro del sistema camerale per favorire nuove opportunità: dal Forum Pymes ospitato a Castelbrando alle iniziative previste per il 2026, tra cui un Business Forum dedicato ai Paesi del Sud-Est asiatico.





