Secondo i dati ARPAV, il 2025 non ha voluto passare inosservato: temperature medie oltre 1°C sopra la norma, piazzandosi tra gli anni più caldi di sempre, subito dietro al 2024. Il primo semestre è stato il vero protagonista: cinque mesi su sei sopra media (gennaio, febbraio, marzo, aprile, giugno), con dicembre che ha chiuso in versione “primavera anticipata”. Nessun mese è riuscito a scendere sotto la norma: il freddo, insomma, ha fatto scena muta. Nella serie storica di Belluno, iniziata nel 1879, i sette anni più caldi si sono concentrati tutti dal 2014 in poi. Coincidenze? Difficile crederlo.
Pioggia: nella norma, ma con qualche sorpresa
Le precipitazioni totali hanno oscillato tra 1000 e 2200 mm, con punte oltre la media in alcune località (Sant’Antonio Tortal +30%). I giorni piovosi sono stati 115-135, una quindicina in più rispetto alle medie pluriennali (100-120). I mesi più generosi? Gennaio, marzo, aprile, maggio e luglio. Gli ultimi tre (ottobre, novembre, dicembre) hanno invece tirato il freno, con dicembre addirittura siccitoso fino al 23.
Gli eventi che hanno fatto storia
- 28 maggio: temporale violento dalle Vette Feltrine al Monte Cesen, con raffiche e grandine lungo la direttrice Foen-Marziai.
- 15 giugno: pioggia record sul canalone di Cancia: 52 mm in mezz’ora, di cui 40 mm in 15 minuti. Risultato? Colata detritica e dissesti.
- Fine giugno: ondata di calore con lo zero termico a 5193 m, record per giugno e pari al massimo assoluto degli ultimi 40 anni.
- 30 giugno: nuovi temporali sulle Dolomiti, colata detritica in Val Boite che ha chiuso la statale per giorni.
- 8 luglio: neve fino a 2000 m in Alpago. Non accadeva dal 2004.
- 12 luglio: altra colata sul Rio di Venco, stesso punto del 30 giugno.
- 10-15 agosto: caldo intenso, con punte di 35.2°C a Fener, 33.1°C a Santo Stefano, 30.7°C a Falcade. Notti tropicali sul Monte Cesen (minima mai sotto i 19.9°C).
Il 2025 è stato un anno che ha alternato caldo da record, temporali estremi e persino neve fuori stagione. Un mix che conferma un trend ormai consolidato: gli anni “normali” sembrano un ricordo.





