Da Vittorino a Gutenberg e Napoleone: Feltre, una culla di storia e di cultura

Da Vittorino a Gutenberg e Napoleone: Feltre, una culla di storia e di cultura

Volete sapere qual è la Venezia della Dolomiti? Feltre.

Per secoli, luogo di passaggio di noti personaggi, l’influenza della vicina Serenissima è evidente nella sua architettura: Piazza Maggiore è totalmente in stile Veneziano.
E Vittorino da Feltre (vero nome, Vittorino de’ Rambaldoni) fu una figura illustre di questa città.
Era un insegnante illuminato, proveniente da una famiglia povera, ma per coltivare il suo sogno è partito. E ha condotto i suoi studi a Padova. 
Lavorava presso i Gonzaga e il suo nuovo metodo di insegnamento ebbe così tanto riscontro che venne aperta un’accademia apprezzata in tutta Europa e non solo. I test d’ammissione erano testati su una preparazione davvero approfondita dell’insegnamento.
Un altro personaggio illustre fu Panfilo Castaldi, da cui prende il nome un’altra piazza di Feltre.
Fu l’inventore della stampa a caratteri mobili ed era sposato nientemeno che con la nipote di Marco Polo. Pare che proprio da Marco Polo la sposa avesse avuto in dote i caratteri mobili provenienti dalla lontana Cina. Si dice poi che Gutenberg, passando per Feltre, si fosse imbattuto in Castaldi. E lo stesso Castaldi gli avesse involontariamente dato l’idea della carta stampata.
Proprio così, la carta stampata parla feltrino. 
E non è finita qui. Sembra che Palladio, oltre al piede, abbiamo messo al Teatro de La Sena anche un po’ della sua mano. Soprattutto per l’architettura. Perché la chiamano la piccola Fenice? Perché fu ridipinta internamente dalla stesso decoratore della Fenice di Venezia. E Goldoni ha portato in scena il suo primo spettacolo proprio nel teatro feltrino, dove vi arrivò giovanissimo.
Potremmo finire qui, ma non si può dimenticare un personaggio che a Feltre a lasciato il segno: Napoleone Bonaparte. Arrivò in città per cancellare qualsiasi traccia della Serenissima e passò per Porta Pusterla per conquistare la piccola Venezia.
Per oggi ci fermiamo.
Ma vi aspettiamo al prossimo racconto. 

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