Ciclismo, trail running, sci di fondo. Lo sport fa bene al corpo e alla mente. Soprattutto a chi, come gli autisti degli autobus, per lavoro affronta ogni giorno centinaia di chilometri alla guida delle corriere di linea, avanti e indietro lungo le spesso tortuose strade bellunesi. Ma è anche un modo per riprendere un po’ in mano le fila del discorso, dopo il duro periodo della pandemia, che ci ha visti divisi e a contatto, ma solo a distanza.
Sarebbe bello, ha così pensato Marcello Di Tavi, delegato aziendale in DolomitiBus della Fit Cisl, se a promuovere l’attività sportiva tra i dipendenti fosse una sorta di patto tra gentiluomini, tra azienda e lavoratori.
«Sono un appassionato di sport – spiega Di Tavi – soprattutto amo andare in bicicletta e da tempo mi stavo adoperando per organizzare con un gruppo di colleghi delle uscite in compagnia. Così ho pensato di condividere l’idea con l’azienda». Che si è mostrata da subito disponibile a fare la sua parte. «Io e i miei colleghi abbiamo realizzato delle divise tecniche personalizzate, utilizzando il logo aziendale. Le abbiamo mostrate ai dirigenti che ci sono venuti incontro, sostenendo gran parte dei costi di acquisto delle divise».
Ora Di Tavi e i suoi colleghi possono così sfrecciare su due ruote lungo le strade della provincia, sfoggiando delle fiammanti divise blu con in bella mostra la D stilizzata di Dolomitibus. «Mi sembra anche un modo alternativo di promuovere il marchio aziendale – continua Di Tavi – legandolo allo sport. Un connubio vincente anche in ottica olimpica».
Il delegato sindacale parla di «Metodo innovativo per consolidare il rapporto tra i lavoratori e con l’azienda. La provincia di Belluno è molto estesa e non è sempre facile condividere delle attività in compagnia. Credo che il ruolo del sindacato, oltre alle sacrosante rivendicazioni contrattuali, possa essere anche questo: promuovere il benessere delle persone, ad esempio attraverso l’attività sportiva. Ringrazio il direttore Pietro Da Rolt e la consigliera di amministrazione Natalia Ranza per aver capito e sostenuto il progetto». Che punta a crescere: dopo il ciclismo, all’orizzonte c’è la nascita di altre squadre aziendali, di corsa in montagna e sci di fondo.





