Insegnante di teologia, professore di lettere al liceo Lollino, parroco di Tisoi e direttore del Coro Minimo Bellunese. Un uomo buono e un prete amato, questo era don Gemo Bianchi. Il sacerdote è morto ieri (30 dicembre), nella casa “Padre Kolbe” di Pedavena.
Figlio di Ezio e Angela Dal Col, Gemo Bianchi era nato a Cibiana il 13 aprile 1943. Dopo aver frequentato il seminario di Feltre e quello di Belluno, venne ordinato sacerdote nel giugno 1968. Aggregato come mansionario al clero della Cattedrale dal 1968 al 1978, divenne vicerettore del Seminario Gregoriano, impegno che perdurò da 1970 al 1978.
Nel frattempo conseguì a Milano la licenza in teologia. La passione per questa disciplina lo accompagnerà per tutta la sua vita, al pari della passione per l’insegnamento. Dal 1970 infatti ha insegnato lettere e materie umanistiche al liceo Lollino, facendosi apprezzare per chiarezza didattica e per la battuta sempre pronta e brillante.
Don Gemo è stato parroco a Tisoi per quarant’anni, dal 1978 fino al 2018, e ha collaborato in molteplici iniziative con i suoi parrocchiani, dai campi estivi al Villaggio San Paolo del Cavallino (Venezia) al coro parrocchiale, dalla fortunata iniziativa delle sagre alla realizzazione della nuova casa canonica. Don Gemo era un grande appassionato di musica, tanto che dal 2008 al 2016 ha diretto il Coro Minimo Bellunese in numerosi eventi in Italia e all’estero. Proprio nel 2008 il Coro ha partecipato al Concerto di Natale della Coralità di Montagna nell’Aula di Montecitorio della Camera dei Deputati.
Don Gemo Bianchi era ospite da qualche anno della Casa “Padre Kolbe” di Pedavena.





